A Roma la firma per la restituzione del 25%
Mercoledì il via libera ufficiale alla colletta annunciata da Legacoop. E la riforma arriva in finanziaria
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REGGIO EMILIA. Si svolgerà mercoledì 6 dicembre a Roma, nella sede nazionale di Legacoop, l’incontro che darà l’ok definitivo alla proposta di restituzione del 25% del prestito sociale per i soci beffati dai crac Unieco, Coopsette e Indaco (coop piacentina di abitazione). Intanto, la quinta commissione del Senato ha approvato anche l’emendamento sulla riforma del sistema cooperativo, che sarà inserito nella legge finanziaria.
Sono le ultime due tappe della lunga battaglia che ha contrapposto da una parte Legacoop Emilia Ovest, dall’altra i soci traditi dal crac delle cooperative, in gran parte rappresentati da Federconsumatori.
Per quanto riguarda la restituzione del 25% del prestito sfumato, la proposta era stata avanzata da Legacoop Emilia Ovest lo scorso 17 novembre: una cifra complessiva pari a sette milioni di euro, raccolti attraverso una maxi-colletta alla quale hanno aderito 50 cooperative, a parziale risarcimento di circa 1.500 soci.
Il giorno successivo, il 18 novembre, al centro sociale Tricolore circa 400 soci riuniti per l’assemblea indetta da Federconsumatori hanno approvato pressoché all’unanimità la proposta, dando mandato a Giovanni Trisolini, presidente Federconsumatori Reggio Emilia, e a Emilio Viafora, presidente nazionale Federconsumatori, di trovare l’accordo, ora in dirittura d’arrivo. In quella stessa assemblea, inoltre, i soci avevano deliberato di stringere i tempi per una riforma nazionale del prestito sociale, con maggiori garanzie per i soci e con organismi di vigilanza rafforzati.
Nei giorni successivi, la deputata M5s Maria Edera Spadoni, aveva chiesto a tutti i parlamentari di votare la sua proposta: un emendamento all’interno del decreto fiscale, un indennizzo forfettario pari al 100% del corrispettivo pagato, con un fondo di solidarietà fino a un massimo di 2.000.000.000 di euro annui a decorrere dall'anno 2018. Contemporaneamente, dal Pd e dal centrosinistra veniva intanto discusso in Senato un nuovo emendamento da inserire nella Finanziaria, che nei giorni scorsi ha ottenuto il via libera della quinta commissione di Palazzo Madama. E i cui contenuti sono stati illustrati venerdì sera in un incontro nel circolo Pd di Castelnovo Sotto, alla presenza del deputato Pd, Maino Marchi, del segretario Pd, Andrea Costa, della parlamentare Pd, Antonella Incerti, della consigliera regionale Pd, Roberta Mori e del sindaco, Maurizio Bottazzi. Presenti anche il presidente di Legacoop, Andrea Volta, e il presidente Federconsumatori di Reggio Emilia, Giovanni Trisolini. Nell’emendamento, è previsto in particolare che l'ammontare complessivo del prestito non potrà eccedere il limite del patrimonio risultante dall'ultimo bilancio di esercizio approvato. E che le società cooperative dovranno impiegare le somme raccolte in operazioni funzionali al perseguimento dello scopo sociale. E se manca una dicitura che fa riferimento all’istituzione di quello che finora è stato definito un Fondo Salva-Soci, nell’emendamento si parla di norme per la vigilanza e di garanzie a tutela dei soci. Come il fatto che l’indebitamento nei confronti dei soci non possa superare i 300mila euro e che il complesso dei prestiti sociali debba essere coperto fino al 30% da garanzie, in modo tale da assicurare rimborsi pari almeno alla stessa percentuale. (e.spa.)
Sono le ultime due tappe della lunga battaglia che ha contrapposto da una parte Legacoop Emilia Ovest, dall’altra i soci traditi dal crac delle cooperative, in gran parte rappresentati da Federconsumatori.
Per quanto riguarda la restituzione del 25% del prestito sfumato, la proposta era stata avanzata da Legacoop Emilia Ovest lo scorso 17 novembre: una cifra complessiva pari a sette milioni di euro, raccolti attraverso una maxi-colletta alla quale hanno aderito 50 cooperative, a parziale risarcimento di circa 1.500 soci.
Il giorno successivo, il 18 novembre, al centro sociale Tricolore circa 400 soci riuniti per l’assemblea indetta da Federconsumatori hanno approvato pressoché all’unanimità la proposta, dando mandato a Giovanni Trisolini, presidente Federconsumatori Reggio Emilia, e a Emilio Viafora, presidente nazionale Federconsumatori, di trovare l’accordo, ora in dirittura d’arrivo. In quella stessa assemblea, inoltre, i soci avevano deliberato di stringere i tempi per una riforma nazionale del prestito sociale, con maggiori garanzie per i soci e con organismi di vigilanza rafforzati.
Nei giorni successivi, la deputata M5s Maria Edera Spadoni, aveva chiesto a tutti i parlamentari di votare la sua proposta: un emendamento all’interno del decreto fiscale, un indennizzo forfettario pari al 100% del corrispettivo pagato, con un fondo di solidarietà fino a un massimo di 2.000.000.000 di euro annui a decorrere dall'anno 2018. Contemporaneamente, dal Pd e dal centrosinistra veniva intanto discusso in Senato un nuovo emendamento da inserire nella Finanziaria, che nei giorni scorsi ha ottenuto il via libera della quinta commissione di Palazzo Madama. E i cui contenuti sono stati illustrati venerdì sera in un incontro nel circolo Pd di Castelnovo Sotto, alla presenza del deputato Pd, Maino Marchi, del segretario Pd, Andrea Costa, della parlamentare Pd, Antonella Incerti, della consigliera regionale Pd, Roberta Mori e del sindaco, Maurizio Bottazzi. Presenti anche il presidente di Legacoop, Andrea Volta, e il presidente Federconsumatori di Reggio Emilia, Giovanni Trisolini. Nell’emendamento, è previsto in particolare che l'ammontare complessivo del prestito non potrà eccedere il limite del patrimonio risultante dall'ultimo bilancio di esercizio approvato. E che le società cooperative dovranno impiegare le somme raccolte in operazioni funzionali al perseguimento dello scopo sociale. E se manca una dicitura che fa riferimento all’istituzione di quello che finora è stato definito un Fondo Salva-Soci, nell’emendamento si parla di norme per la vigilanza e di garanzie a tutela dei soci. Come il fatto che l’indebitamento nei confronti dei soci non possa superare i 300mila euro e che il complesso dei prestiti sociali debba essere coperto fino al 30% da garanzie, in modo tale da assicurare rimborsi pari almeno alla stessa percentuale. (e.spa.)
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