Reggio Emilia, là dove c’erano i caprioli arriva il cemento
Famiglia di due adulti e tre cuccioli minacciata dall’avvio di un cantiere per la costruzione di 15 villette in via Fogazzaro
REGGIO EMILIA. Non c’è soltanto la cementificazione di via Luxemburg ad alimentare il malumore dei reggiani che hanno a cuore la preservazione di quel po’ di natura sopravvissuta ai margini della città. In via Fogazzaro, a Baragalla, sembrerebbe minacciata una bella famigliola di caprioli perfettamente ambientata da cinque anni in un grande prato e in un boschetto di aghifoglie. Giovedì le macchine operatrici hanno incominciato a livellare una porzione edificabile di quel terreno e a eliminare la vegetazione in vista della costruzione di quindici villette. I vicini si allietavano gli occhi e lo spirito gettando lo sguardo sugli animali che brucavano l’erba a due passi dalle loro abitazioni. Ora sono molto preoccupati per la loro sopravvivenza.
«Ai caprioli – dice Sabrina Accardo – siamo tutti affezionati. Ce ne sono cinque, una coppia di adulti e tre cuccioli. Li vedevamo spesso, in ogni stagione, soprattutto nelle primissime ore del mattino. Si spingevano fino a dieci metri dalla mia casa. Di notte andavano a dormire nel boschetto. Su questo terreno, un vecchio podere con una casa colonica abbandonata, vivevano benissimo. Nessuno li disturbava, anche perché c’è il divieto di caccia. Ora temiamo che il cantiere tolga loro lo spazio vitale, che fuggano e vengano investiti dagli automezzi attraversando le strade limitrofe».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16195055:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/reggio-emilia-una-famiglia-di-caprioli-arriva-fino-a-baragalla/84496/84942]]
In effetti quella grande area verde è un triangolo delimitato da due strade molto trafficate, via Inghilterra e via Guittone d’Arezzo, e da via Fogazzaro, l’unica relativamente tranquilla. È attigua all’ex Centro Sacro Cuore dei Gesuiti e all’Enaip. È un residuo di campagna, trent’anni fa occupato da un vivaio e ora circondato da insediamenti residenziali, commerciali e produttivi. La Diocesi, che ne è proprietaria, ne ha venduto tempo fa a una società immobiliare solo una piccola parte, il lotto edificabile di circa duemila metri quadri, attiguo a via Fogazzaro, su cui sorgeranno le villette.
Quindi rimarrebbero a disposizione dei caprioli quasi tutto il prato e il boschetto. Tuttavia i lavori li potrebbero spaventare e allontanare verso zone per loro pericolose.
«Purtroppo capita – riferisce Ivano Chiapponi, gestore del Rifugio matildico di San Polo d’Enza, specializzato nel recupero della fauna selvatica – che i caprioli, spingendosi fino alla periferia della città, siano travolti dalle auto. Via Inghilterra è una delle strade in cui spesso sono investiti. Gli animali scendono dalla collina seguendo i corsi dei torrenti, sia perché predati dai lupi, sia perché in pianura, anche vicino alla città, trovano abbondanza di pascolo».
Ora l’apertura del cantiere mette in pericolo gli ungulati di via Fogazzaro, ma soccorrerli è un’impresa ardua. «Possiamo intervenire – spiega Chiapponi – solo se i caprioli si trovano in un’area recintata. Allora riusciamo a catturarli con le reti e a trasportarli dove non corrono rischi». «Ho telefonato all’Ente per la protezione degli animali – conferma Sabrina Accardo – ma mi hanno detto che non possono fare nulla per la fauna selvatica». Questa, secondo la vecchia normativa, era di competenza della Provincia, che ora l’ha ceduta alla Regione. Lo smantellamento dell’ente ha comportato la riduzione del corpo della polizia provinciale, che si occupa anche degli animali selvatici. Sono rimasti soltanto sei agenti sui 26 che lo componevano.
GUARDA IL VIDEOE COMMENTAwww.gazzettadireggio.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
