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Dall’Oglio confessò alla moglie «Ho ucciso Citro sulle scale»

di Enrico Lorenzo Tidona
Dall’Oglio confessò alla moglie «Ho ucciso Citro sulle scale»

Reggiolo, il racconto dalla testimone chiave ai carabinieri: «Dopo l’incendio dell’auto si è coricato Ma poco dopo è uscito di casa dicendo “non sono soddisfatto” e ha sparato “contro quello di su”»

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REGGIOLO. «Francesco, quello di su, mi ha aperto la porta e mi è venuto incontro e io gli ho sparato sulle scale». È questa la frase agghiacciante che Giampaolo Dall’Oglio avrebbe detto alla moglie Barbara Canneta subito dopo aver ucciso il vicino Francesco Citro. È quanto ricostruito nel dettaglio dalla procura di Reggio davanti al giudice dell’indagine preliminare, Giovanni Ghini, che ha disposto due giorni fa la custodia in carcere per Dall’Oglio, 63 anni, accusato dell’omicidio di Citro, autotrasportatore 31enne originario del Crotonese freddato a colpi di pistola il 23 novembre a Villanova di Reggiolo, perché sbatteva la tovaglia nel giardino del vicino.

Quella sera Dall’Oglio aveva mangiato poco e bevuto poco, racconta la moglie. Una cena leggera, dopo la quale è uscito di casa tre volte, l’ultima per uccidere Francesco Citro. Gli elementi sono stati offerti in dettaglio dalla confessione («perché di questo si tratta», dice il giudice Ghini nel dispositivo di convalida) della moglie di Dall’Oglio, Barbara Canneto, che ricostruisce i momenti precedenti all’incendio dell’auto di Citro, atto che ha preceduto di tre ore l’efferato delitto a colpi di pistola.

La moglie è infatti la testimone-chiave in attesa del riscontro sulle tracce di sangue e di polvere da sparo analizzate dai carabinieri del Ris di Parma in attesa di ritrovare l’arma del delitto.

Canneto racconta della cena frugale messa nello stomaco dal marito. Poi è uscito affermando che sarebbe dovuto scendere nel loro garage per andare a prendere delle cose. È stato via una decina di minuti circa, poi è rientrato e, pochi minuti più tardi, la donna ha sentito un forte scoppio e l’arrivo di diverse sirene. Ma nonostante la moglie si fosse stupita, racconta che il marito non aveva praticamente battuto ciglio, coricandosi a letto con la moglie come se nulla fosse accaduto. Si trattava però dell’incendio dell’auto della moglie di Citro, che è uscito insieme a un amico che ospitava in casa e a un altro condomino per spegnere il rogo.

Dall’Oglio, racconta la moglie, era a letto vestito con una maglietta bianca, che diventerà poi centrale per incrociare le tracce ematiche. Infatti, racconta, a un certo punto l’uomo si sarebbe alzato farfugliando una frase inquietante, «non sono soddisfatto» e uscendo ancora una volta dall’appartamento, raggiungendo forse la cantina per tornare poi in casa con un involucro di cellophane, dal quale avrebbe estratto la pistola sparita ora nel nulla.

Da quell’involucro Dall’Oglio ha estratto l’arma. La moglie, presa dal terrore, è scappata in camera da letto, mentre il marito è uscito per la terza volta, vestito sempre con la stessa maglietta bianca.

Da lì a poco l’orrore: la donna sente degli spari e una volta rientrato il marito le avrebbe detto di aver sparato a «Francesco, quello di su». Un racconto rilasciato dalla donna ai carabinieri una settimana dopo l’omicidio del 23 novembre perché terrorizzata, ma comunque in via spontanea, offrendo una svolta investigativa determinante.

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