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A processo il 73enne per il maxi-arsenale di armi e munizioni

A processo il 73enne per il maxi-arsenale di armi e munizioni

Bagnolo: il sequestro dell’estate 2014 fu un caso nazionale Claudio Borelli, imprenditore in pensione, aveva tutto a casa

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BAGNOLO. Ancora una tappa del processo all’ex imprenditore bagnolese 73enne Claudio Borelli che, nell’estate 2014, finì nei guai perché trovato in possesso di pistole, fucili, automatiche e semi-automatiche, tutte perfettamente funzionanti. Un arsenale davvero immenso messo insieme nel corso degli anni dal collezionista di Bagnolo che aveva in casa ben 2.652 armi di vario calibro e 100mila munizioni, tutte poi sequestrate.

IN TRIBUNALE. Ieri, in tribunale a Reggio, sono stati sentiti alcuni esperti per delle valutazioni su quelle armi – l’imprenditore in pensione era presente, assistito dai legali Alessio Fornaciari e Vincenzo De Gaetano – poi la Corte (il presidente Alessandra Cardarelli, a latere i giudici Luca Ramponi e Simone Medioli Devoto) ha rinviato il procedimento a fine gennaio.

L’accusa è rappresentata dal pm Maria Rita Pantani.

La collezione era venuta a galla dopo che il proprietario dell'arsenale aveva chiesto di denunciare nuovi pezzi, facendo insospettire la polizia.

Le armi erano stipate in armadietti blindati all'interno di una stanza della casa di Bagnolo dell'ex imprenditore.

Stessa cosa per le migliaia di munizioni.

Una dotazione degna di un museo, anche se, in realtà, non si tratta di vecchi archibugi dei secoli passati, bensì di armi moderne di ogni calibro e tipologia: una dotazione in grado di far impallidire la potenza di fuoco di tutti gli agenti della questura messi insieme.

MAXI INVESTIMENTO. Per creare questa grande collezione, il 73enne ha speso certamente molti soldi, acquistando pezzi più o meno pregiati, che – messi insieme – fanno concorrenza ad un'armeria militare.

A distanza di qualche mese dall'operazione (avvenuta nell’agosto 2014) e in seguito a un controllo certosino delle matricole delle armi, l’allora questore di Reggio – cioè Isabella Fusiello – aveva fornito i dettagli di questo sequestro che segnava un record in Italia per operazioni simili effettuate nei confronti di un cittadino privato.

TROPPO PERICOLOSO. «La legge non impone limiti sul possesso di armi – aveva spiegato il questore – ma in questo caso non credo sia responsabile lasciare tante armi e munizioni nelle mani di una sola persona e concentrate per di più in un'abitazione privata».

Il questore aveva utilizzato il suo potere discrezionale in materia revocando le licenze.

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