Gazzetta di Reggio

Reggio

Gli orefici reagiscono e la banda fugge

di Ambra Prati e Daniela Aliu

Due uomini armati entrano all’ora della chiusura ma vengono spinti fuori. Uno dei titolari ferito con il calcio di una pistola

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MONTECCHIO. «I due malviventi sono entrati, hanno poggiato un borsone sul bancone e, senza dire una parola, uno mi ha puntato la pistola in faccia. Io gli ho afferrato il polso, ho aggirato il bancone tenendolo con la mano destra e li ho spinti fuori insieme a mia moglie, mentre il complice mi colpiva con dei pugni in testa. Poi siamo finiti tutti per terra».

È la scena da Far West vissuta martedì sera all’interno dell’oreficeria “Il tuo gioiello”, dove i contitolari, marito e moglie rispettivamente di 46 e 44 anni, hanno sventato una rapina dopo una colluttazione conclusasi con un colpo in testa all’orefice con il calcio della pistola e la fuga dei rapinatori, a mani vuote.

La rapina è stata tentata martedì sera, intorno alle 19.20, quando mancavano pochi minuti all’orario di chiusura. Una donna a volto scoperto ha suonato il campanello della storica gioielleria di via D’Este. «Siamo prudenti, guardiamo sempre chi è prima di aprire e, se il soggetto ci lascia dubbiosi, non azioniamo lo scatto», spiega la moglie, che assieme al marito chiede l’anonimato per paura: «Quelli potrebbero venirci a prendere a casa».

«La donna – prosegue nel racconto – doveva essere una complice, ci ha tratti in inganno e ha fatto da apripista». Nel momento in cui la porta si apre, la donna entra e subito si dilegua facendo largo a due uomini col volto travisato: uno con passamontagna e l’altro con una sciarpa e un cappellino. Uno dei due punta la pistola (al momento non c’è certezza sul fatto che fosse un giocattolo o un’arma vera) contro l’orefice, che però ha una reazione immediata e inaspettata: lui e la moglie spingono letteralmente i due verso la porta d’ingresso rimasta aperta, ma lo scalino che separa il locale dalla strada fa cadere aggrovigliati i quattro; anzi, i tre perché il secondo bandito si rialza e scappa subito, mentre quello armato, per assicurarsi la fuga, non esita a colpire il 46enne con il calcio della pistola, lasciandolo sanguinante a terra.

In seguito l’orefice, portato in ambulanza al pronto soccorso di Montecchio, viene medicato con tre punti di sutura e dieci giorni di prognosi, mentre la moglie ha rimediato cinque giorni per una contusione.

Ieri la coppia era barricata all’interno del negozio, rimasto chiuso per parte della mattinata. Lui aveva un vistoso cerotto sul lato destro della fronte. «Appena ho visto la pistola gli sono andato addosso, non so come ho fatto – afferma il 46enne –. Ho reagito d’istinto, mi ha salvato l’istinto, perché è chiaro che quelli volevano fare razzìa. Non sono sicuro di saper riconoscere la donna. È stato tutto talmente veloce che non ricordo nulla, l’intera azione è durata appena 40 secondi». Subito sul posto sono accorsi gli agenti della polizia municipale, i carabinieri coordinati dal maresciallo Carlo Chiuri e il sindaco Paolo Colli.

La Municipale ha subito provveduto a estrapolare i filmati delle telecamere comunali, che in quella zona sono quattro: una all’angolo della piazza e tre davanti al castello. Queste ultime hanno immortalato gli autori della tentata rapina e mostrato un quarto complice che faceva da “palo”, in attesa all’esterno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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