Vertenza Seta, strappo tra i sindacati
La Cgil trova un accordo con l’azienda, gli altri annunciano un nuovo sciopero
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REGGIO EMILIA. Continua a tenere banco la vertenza Seta. Dopo la riunione con i vertici aziendali che ha visto partecipare le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna e le segreterie territoriali di Reggio Emilia, Modena e Piacenza, si registra un netto strappo tra i sindacati. Da una parte la Filt Cgil e dall’altra le rimanenti sigle, che restano su posizioni discordanti. La Filt Cgil considera proficuo l’incontro avvenuto e riassume i punti sui quali è stato raggiunto un accordo: «In merito alle relazioni industriali, è stata stabilita la riattivazione e contestuale riapertura del tavolo per armonizzazione contrattuale con incontri già definiti il 12 e 18 dicembre. Per quanto riguarda la vertenza Seta, tutti i punti saranno trattati in tavoli tecnici per risolvere e superare le problematiche come definite dallo stato di agitazione in essere. Inoltre, garanzia del premio di risultato anche per il 2017 e una risposta certa e migliorativa per tutti i neo-assunti, che raggiungeranno il parametro contrattuale con due anni di anticipo».
Di tutt’altro tenore le opinoni di Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna: «Abbiamo assistito – si legge in una nota – all’ennesimo tentativo di Seta, nella figura del suo direttore generale Roberto Badalotti, di affossare i motivi della vertenza in atto con tre scioperi fatti e uno proclamato per il 16 dicembre, attraverso la discussione sull’armonizzazione contrattuale addirittura tentando di riaprire la trattativa nei primi minuti della riunione, cosa che noi abbiamo contestato. Solo dopo aver risolto i problemi della vertenza siamo disponibili a riaprire la trattativa relativa all’armonizzazione, quindi pretendiamo una convocazione con ordine del giorno “vertenza Seta”, che rappresenta un diritto dopo gli scioperi con adesioni altissime. Posizione non condivisa dalla Cgil e nemmeno dal direttore generale di Seta che hanno dimostrato, nella firma di un verbale di incontro, di essere in linea tra di loro fino dal 22 novembre, giornata dell’intersindacale che ha visto due posizioni diverse sul come proseguire sulla vertenza». (a.v.)
Di tutt’altro tenore le opinoni di Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna: «Abbiamo assistito – si legge in una nota – all’ennesimo tentativo di Seta, nella figura del suo direttore generale Roberto Badalotti, di affossare i motivi della vertenza in atto con tre scioperi fatti e uno proclamato per il 16 dicembre, attraverso la discussione sull’armonizzazione contrattuale addirittura tentando di riaprire la trattativa nei primi minuti della riunione, cosa che noi abbiamo contestato. Solo dopo aver risolto i problemi della vertenza siamo disponibili a riaprire la trattativa relativa all’armonizzazione, quindi pretendiamo una convocazione con ordine del giorno “vertenza Seta”, che rappresenta un diritto dopo gli scioperi con adesioni altissime. Posizione non condivisa dalla Cgil e nemmeno dal direttore generale di Seta che hanno dimostrato, nella firma di un verbale di incontro, di essere in linea tra di loro fino dal 22 novembre, giornata dell’intersindacale che ha visto due posizioni diverse sul come proseguire sulla vertenza». (a.v.)
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