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Di nuovo in carcere il grossista dell’eroina

Di nuovo in carcere il grossista dell’eroina

Luzzara, il 33enne pakistano continuava a spacciare droga nonostante fosse ai domiciliari da giugno

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LUZZARA. Dentro e fuori dal carcere. Un continuo vai e vieni sempre nel segno della droga. Stupefacenti, in particolare eroina, che fanno di Mehmood Sultan, pakistano di 33 anni residente a Luzzara, uno dei boss dello spaccio nella Bassa. Solo in questo ultimo anno è finito agli onori della cronaca tre volte. Appena 12 giorni fa era stato beccato mentre, ai domiciliari, si riforniva di eroina da due connazionali. Questi vennero subito arrestati mentre mercoledì scorso il giudice Giovanni Ghini ha stabilito che anche Sultan deve tornare in una cella.

Il nome di Mehmood Sultan compare in due delle inchieste più importanti sul traffico di droga nella Bassa: “Pak-Connection” e “Pak-Connection 2”, entrambe coordinate dal sostituto procuratore Giacomo Forte.

La prima indagine parte dalla morte di Muhammad Asghar, un corriere della droga di 44 anni trovato, alla vigilia del Natale del 2015, nudo e riverso in terra in una strada nelle campagne di Cadelbosco. L’“ovulatore” pakistano morì dopo alcune ore nell’ospedale di Reggio Emilia e il suo decesso fu ricondotto, grazie alle indagini dei carabinieri, a due connazionali : il 28enne Aziz Usman e il 25enne Muhammad Muezz. Arrestati il 12 giugno 2016, sono stati condannati lo scorso giugno per omicidio colposo e traffico di stupefacenti a 3 anni e 4 mesi di carcere.

Le successive indagini dei militari dell’Arma, hanno poi portato a Mehmood Sultan, risultato in contatto con uno dei due condannati. Ed è da qui che ha preso il via l’operazione “Pak-Connection 2”, un indagine durata mesi che ha impegnato i carabinieri in una serie di complesse attività anche per gli stratagemmi adottati dalla banda.

Supportati dalle intercettazioni telefoniche, gli investigatori sono riusciti a chiudere il cerchio ricostruendo tre anni di spaccio, documentando centinaia di cessioni e ricostruendo l’intera filiera a capo del quale c’era il “grossista”: ossia proprio Mehmood Sultan, finito in carcere lo scorso mese di giugno.

Anche allora il 33enne pakistano abitante a Luzzara era ai domiciliari. Una misura che, lo scorso 27 novembre, si è dimostrata ancora una volta inefficace nei suoi confronti. La sua casa ha infatti continuato ad essere un magazzino della droga. Durante un controllo i carabinieri si sono accorti di una Fiat Punto nascosta dietro una siepe nel cortile dell’abitazione del detenuto. Alla richiesta di spiegazioni Sultan ha spiegato che in casa c’erano degli amici che gli avevano portato la spesa. La perquisizione dei militari ha però rilevato che non gli avevano portato cibo: dietro a un termosifone sono stati trovati alcuni ovuli contenenti in tutto 200 grammi di eroina appena consegnati.

I due corrieri, Hassan Muhammad di 22 anni e Nadeem Munir di 33, entrambi residenti a Reggio, furono arrestati subito. Martedì scorso è arrivato il mandato d’arresto anche per Mehmood Sultan che, accompagnato dai carabinieri, ha lasciato i domiciliari per tornare in cella.

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