È morta la neonata trasportata a Reggio
Il decesso dopo 24 giorni di agonia. L’Ausl dispone l’autopsia. La Procura attende l’esito e acquisisce le cartelle cliniche
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CASTELNOVO MONTI. Ha lottato per 24 giorni dopo aver visto la luce, tentando di sopravvivere a quelle presunte malformazioni che ne avevano già condizionato la crescita durante i nove mesi di gravidanza. Poi, martedì, la neonata giunta da Castelnovo Monti nel grembo materno, nata in gravi condizioni al Santa Maria di Reggio, è morta nell’ospedale del capoluogo.
Lo ha riferito ieri direttamente la direzione dell’Ausl di Reggio, «stringendosi ai genitori per la gravissima perdita». Per accertare le cause della morte è stata disposta l’autopsia da parte della stessa Ausl reggiana. La Procura di Reggio acquisirà l’esame autoptico e la cartella clinica della bimba per valutare l’iter medico, visto che si tratta del decesso di un neonato.
La bimba, figlia di una coppia residente nel distretto di Castelnuovo Monti, era nata il 12 novembre ed è morta il 5 dicembre. «Alla famiglia, che ha chiesto il massimo riserbo e il rispetto della privacy in questo difficile momento, vanno le più sentite condoglianze della direzione e di tutti i professionisti che hanno assistito la piccola e i genitori», scrive l’Ausl nella nota diffusa ieri.
Prima del suo tragico epilogo, la vicenda aveva già sollevato le polemiche del comitato Le Cicogne che da tempo si battono contro la chiusura del punto nascite dell'ospedale di Castelnovo. Erano state proprio Le Cicogne a segnalare il caso della piccola, sottolineando i rischi potenziali dei parti nel periodo invernale, quando far decollare l’elicottero – unico mezzo in grado di velocizzare i tempi – diventa un pericolo.
La famiglia ha però subito tenuto le distanze rispetto alla posizione del comitato e non ha nemmeno presentato denuncia dopo la morte delle bimba. La direzione generale dell’Ausl era già intervenuta mettendo in fila alcune precisazioni dopo le notizie diffuse dalle Cicogne, avvertendo che avrebbe anche valutato la possibilità di azioni legali. Secondo quanto segnalato dal comitato, la mamma della piccola, residente in Appennino, ha partorito a Reggio, dove era stata mandata dopo la scoperta, all’ospedale castelnovese, di un problema urgente. La bimba era nata con forti problemi respiratori. All’indomani della polemica, sulla vicenda l'Ausl reggiana era già intervenuta, esprimendo sin da subito vicinanza e massima assistenza alla famiglia e alla piccola, ribadendo la correttezza del proprio operato e sottolineando che «associare questa vicenda alla chiusura della funzione di Punto nascite dell’ospedale di Castelnovo Monti è fuorviante e sbagliato».
Il riscontro disposto ora dall’Ausl servirà per verificare le patologie che hanno portato prima alle disfunzioni della neonata e poi alla sua tragica morte. «Non era in atto nessun travaglio. Non è stata data nessuna indicazione per un taglio cesareo in urgenza e quest’ultimo è stato deciso non per l’evoluzione del parto ma per le condizioni fetali». Così la direzione regionale dell’Ausl era intervenuta sulle polemiche scoppiate dopo che la bambina della montagna è nata a Reggio con un taglio cesareo dopo una corsa in ambulanza. L’Ausl aveva detto che non si trattava «di travaglio di parto in atto, ma di controlli ambulatoriali non programmati richiesti dalla mamma e relativi a una gravidanza a rischio per la quale era stata posta da tempo indicazione per un taglio cesareo programmato in una struttura specialistica di terzo livello». L’Ausl dichiara poi che «il taglio cesareo è stato deciso nel centro di terzo livello dopo una valutazione degli specialisti, non in relazione all’evoluzione del travaglio, mai iniziato, ma per le condizioni fetali». La neonata è stata poi assistita alla terapia intensiva neonatale del Santa Maria Nuova dove erano già in atto accertamenti per determinare le cause della patologia che ne ha decretato la morte. (e.l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Lo ha riferito ieri direttamente la direzione dell’Ausl di Reggio, «stringendosi ai genitori per la gravissima perdita». Per accertare le cause della morte è stata disposta l’autopsia da parte della stessa Ausl reggiana. La Procura di Reggio acquisirà l’esame autoptico e la cartella clinica della bimba per valutare l’iter medico, visto che si tratta del decesso di un neonato.
La bimba, figlia di una coppia residente nel distretto di Castelnuovo Monti, era nata il 12 novembre ed è morta il 5 dicembre. «Alla famiglia, che ha chiesto il massimo riserbo e il rispetto della privacy in questo difficile momento, vanno le più sentite condoglianze della direzione e di tutti i professionisti che hanno assistito la piccola e i genitori», scrive l’Ausl nella nota diffusa ieri.
Prima del suo tragico epilogo, la vicenda aveva già sollevato le polemiche del comitato Le Cicogne che da tempo si battono contro la chiusura del punto nascite dell'ospedale di Castelnovo. Erano state proprio Le Cicogne a segnalare il caso della piccola, sottolineando i rischi potenziali dei parti nel periodo invernale, quando far decollare l’elicottero – unico mezzo in grado di velocizzare i tempi – diventa un pericolo.
La famiglia ha però subito tenuto le distanze rispetto alla posizione del comitato e non ha nemmeno presentato denuncia dopo la morte delle bimba. La direzione generale dell’Ausl era già intervenuta mettendo in fila alcune precisazioni dopo le notizie diffuse dalle Cicogne, avvertendo che avrebbe anche valutato la possibilità di azioni legali. Secondo quanto segnalato dal comitato, la mamma della piccola, residente in Appennino, ha partorito a Reggio, dove era stata mandata dopo la scoperta, all’ospedale castelnovese, di un problema urgente. La bimba era nata con forti problemi respiratori. All’indomani della polemica, sulla vicenda l'Ausl reggiana era già intervenuta, esprimendo sin da subito vicinanza e massima assistenza alla famiglia e alla piccola, ribadendo la correttezza del proprio operato e sottolineando che «associare questa vicenda alla chiusura della funzione di Punto nascite dell’ospedale di Castelnovo Monti è fuorviante e sbagliato».
Il riscontro disposto ora dall’Ausl servirà per verificare le patologie che hanno portato prima alle disfunzioni della neonata e poi alla sua tragica morte. «Non era in atto nessun travaglio. Non è stata data nessuna indicazione per un taglio cesareo in urgenza e quest’ultimo è stato deciso non per l’evoluzione del parto ma per le condizioni fetali». Così la direzione regionale dell’Ausl era intervenuta sulle polemiche scoppiate dopo che la bambina della montagna è nata a Reggio con un taglio cesareo dopo una corsa in ambulanza. L’Ausl aveva detto che non si trattava «di travaglio di parto in atto, ma di controlli ambulatoriali non programmati richiesti dalla mamma e relativi a una gravidanza a rischio per la quale era stata posta da tempo indicazione per un taglio cesareo programmato in una struttura specialistica di terzo livello». L’Ausl dichiara poi che «il taglio cesareo è stato deciso nel centro di terzo livello dopo una valutazione degli specialisti, non in relazione all’evoluzione del travaglio, mai iniziato, ma per le condizioni fetali». La neonata è stata poi assistita alla terapia intensiva neonatale del Santa Maria Nuova dove erano già in atto accertamenti per determinare le cause della patologia che ne ha decretato la morte. (e.l.t.)
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