domani la presentazione
La politica del ‘900 nel libro sulla vita di Alessandro Carri
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA. «Spesso la domenica pomeriggio ci si ritrovava a casa del primario del San Lazzaro Carlo Cocconcelli, e Carri andava in cucina a fare una torta. Con noi c’era anche l’allora presidente...
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REGGIO EMILIA. «Spesso la domenica pomeriggio ci si ritrovava a casa del primario del San Lazzaro Carlo Cocconcelli, e Carri andava in cucina a fare una torta. Con noi c’era anche l’allora presidente dell’istituto psichiatrico, professor Sergio Masini». Pierluigi Castagnetti ieri ha tratteggiato così, quarant’anni dopo, la figura dell’86enne Alessandro Carri, ex segretario provinciale Pci, ma anche ex deputato, ex senatore, ex consigliere comunale ed ex sindaco. Lo ha fatto con un’immagine privata, quasi domestica, in cui le torte e la voglia di fare politica si mescolavano. Perché, come dice Castagnetti: «Carri è sempre stato un “totus politicus”, cioè un uomo per il quale la politica era un impegno quotidiano a tempo pieno». È stato Carri a decidere di spostare la Festa de l’Unità al Campovolo contro il parere della maggioranza del comitato centrale del partitone reggiano, tanto che se l’Arena spettacoli oggi nasce, è proprio per quell’intuizione. Ma Carri è stato anche colui che per anni è stato l’ambasciatore tra il Pci e Romano Prodi, immaginando di poter essere il pontiere tra il Dalai Lama e la Repubblica Cinese per trovare un impossibile accordo. E il Dalai Lama a Reggio venne per davvero. A raccontare la storia di questo personaggio politico è il libro “Alessandro Carri, un comunista emiliano nelle storie del Novecento”, scritto da Matteo Manfredini per i tipi della Compagnia editoriale Aliberti che sarà presentato domani alle 11 all’Hotel Posta. A ripercorrere le vicende degli ultimi cinquant’anni del secolo breve, oltre all’autore e allo stesso Carri, Lorenzo Bertuccelli professore dell’Università di Reggio. Per raccontare e parlare di questa figura storica della politica reggiana, da sempre un convinto sostenitore dell’Ulivo e di Prodi, ci saranno anche Eletta Bertani, Centurio Frignani e Antonio Bernardi.
Quella di Matteo Manfredini (nato Carpineti, laureato in Scienze Politiche e che lavora alla Casa della Storia Europea di Bruxelles), dice lo stesso Carri, è «una testimonianza di cosa voleva dire, tanti anni fa, occuparsi di politica dedicare la propria vita al partito».
Quella di Matteo Manfredini (nato Carpineti, laureato in Scienze Politiche e che lavora alla Casa della Storia Europea di Bruxelles), dice lo stesso Carri, è «una testimonianza di cosa voleva dire, tanti anni fa, occuparsi di politica dedicare la propria vita al partito».
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