Gazzetta di Reggio

Reggio

Sesso con minori, condannato a 10 anni

di Enrico Lorenzo Tidona
Sesso con minori, condannato a 10 anni

Accolta la richiesta della procura per il 40enne brasiliano Elisandro Costa. Scarpati: «Ma c’è chi lo cerca ancora sui social»

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REGGIO EMILIA. Ha fatto sesso con decine di minorenni a Reggio Emilia dando vita a uno dei casi più clamorosi per numero di ragazzini coinvolti.

Ieri il gup del tribunale di Bologna Rita Zaccariello ha condannato a dieci anni e 120mila euro di multa Elisandro Dos Anjos Costa - non presente ieri in udienza - il 40enne brasiliano imputato per atti sessuali con minori e detenzione di materiale pedopornografico.

Dieci anni era stata anche la richiesta di pena del Pm Roberto Ceroni. L’uomo era stato arrestato nell’estate dello scorso anno dai carabinieri di Reggio Emilia, dopo che aveva tentato di uccidere con un coltello a Canali una donna di 52 anni intervenuta per difendere il figlio dalle attenzioni del 40enne. Erano poi emersi grazie all’indagine “Lost innocence” gli adescamenti, con travestimenti femminili, compiuti dal brasiliano accusato di aver portato in casa diversi ragazzi negli ultimi anni. Il giudice ha anche disposto una provvisionale di 50mila euro a favore del Comune di Reggio Emilia, parte civile e difeso dall’avvocato Marco Scarpati. Per il tentato omicidio c'era già stata una condanna a 17 anni e 6 mesi.

Costa aveva cercato di scusarsi nella precedente udienza dicendo di «provare vergogna» e di essere «molto pentito per quanto fatto», affermando di essere incorso nei reati commessi a causa del suo «sentirsi solo». Non solo: aveva anche detto che quei ragazzini con i quali faceva sesso «erano consenzienti e sembravano quasi maggiorenni», salvo averne adescati anche di 14 anni. Una versione non accolta dal giudice nel processo durante il quale «sono stati identificati circa una ventina di ragazzi, che hanno anche ricevuto la notifica ma nessuno di loro o delle loro famiglie si è costituito parte civile» racconta l’avvocato Marco Scarpati, legale incaricato dal Comune di Reggio, che si è invece costituito parte civile: «I ragazzini coinvolti nella vicenda sono molti di più e c’è chi ancora cerca di contattare costa sul web», aggiunge Scarpati.

«Il nostro assistito ha rinunciato ad essere presente all’udienza - conferma l’avvocato di Costa, Michele Gatti, che lo difende insieme alla collega Sarah Casarini - Ora attendiamo le motivazioni per valutare l’eventuale appello. Siamo invece propensi, vista la pesante pena a 17 anni, di ricorrere in appello per la condanna del tentato omicidio».

I capi di imputazione sono quattro: atti sessuali su minori infraquattordicenni, prostituzione minorile, detenzione materiale pedopornografico e tentata prostituzione minorile. Con l’avvio delle indagini i carabinieri avevano scoperto una vicenda via via sempre più agghiacciante.

Vestito da donna e truccato, dalla finestra della propria abitazione a Reggio Costa gettava banconote ai minori in uscita da scuola (alcuni di soli 13 anni), inducendoli a salire in casa e a consumare rapporti sessuali con quella che le giovani vittime pensavano essere la “donna dei propri sogni”. Adescamenti che vedevano “l’orco in gonnella” retribuire i ragazzini con continue somme di denaro tanto più elevate quando risultava necessario per superare le resistenze dei più sospettosi. Le giovani vittime venivano poi convinte a reclutare nuovi amici.

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