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Fusione, ecco quanto vale Reggio

Alla fine del 2016 erano 55.562 le aziende iscritte all’albo dell’ente camerale

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REGGIO EMILIA. L’annunciata e ormai prossima creazione - nella primavera del 2018 - di una nuova unica Camera di commercio per le tre province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia induce ad analizzare la reale consistenza delle unità imprenditoriali che operano nei tre territori interessati all’unificazione. Compito che si può facilmente svolgere analizzando i dati forniti dall’Ufficio studi dell’ente camerale reggiano in occasione della Giornata dell’Economia recentemente celebrata al Teatro Valli. Indicazioni ufficiali che hanno solo il limite di fare riferimento alla situazione registrata a fine anno 2016; in ogni caso si prestano ugualmente ad un significativo confronto.

Alla fine dello scorso anno Reggio Emilia contava 55.562 imprese iscritte all’Albo della Camera di commercio, in pratica il 12,1% di quelle attive nella nostra regione dove esistono solo altri due capoluoghi, Bologna e Modena, che ci sopravanzano nel numero complessivo e di conseguenza anche nella percentuale generale. La valutazione e l’apprezzamento diventano ancora più significativi se il numero delle imprese in attività viene rapportato in un confronto che tiene conto delle migliaia di abitanti residenti nei singoli territori provinciali. In questo raffronto Reggio si colloca in perfetto equilibrio con la media regionale (davanti alla percentuale nazionale) superato di un soffio da Modena ma prima del capoluogo felsineo oltre che di Parma e Ferrara. È alla pari con Piacenza mentre risulta sensibilmente alle spalle di Forlì-Cesena e soprattutto di Rimini dove hanno un consistente rilievo le attività riferite ad attività turistiche e produttive collegate al mare. Il Servizio studi, osservatorio dell’ente camerale, completa l’informazione con un ultimo rilievo riguardante il tasso di sviluppo delle imprese nell’arco di tempo che va dal 2013 al 2016. Qui l’altalena dei numeri è marcata e mostra un quadro reggiano meno brillante. Reggio aveva perso un consistente numero di imprese nel 2013, si era parzialmente rifatta nel biennio successivo ma nel 2016, sia pur di poco, è nuovamente arretrata. Sempre meglio in ogni caso della media emiliano romagnola e soprattutto di Piacenza, Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena. (l.v.)

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