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Imprese reggiane, primato nel settore dell’edilizia

Imprese reggiane, primato nel settore dell’edilizia

La nostra provincia al terzo posto fra i poli imprenditoriali della nostra regione In coda per le attività commerciali e sotto la media nazionale per l’agricoltura 

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REGGIO EMILIA. Si parla sempre tanto dell’imprenditoria reggiana quale fonte di ricchezza per tutto il territorio provinciale. Ma qual è la sua distribuzione nei diversi settori produttivi comsiderati? Le rilevazioni statistiche della Camera di commercio consentono una lettura della loro composizione articolata in base all’attività svolta.

Interessante innanzitutto notare come si presentano le altre province emiliano romagnole e qual è la situazione di carattere nazionale.

Il maggior numero di imprese reggiane si dedica ai servizi; ciò malgrado Reggio Emilia appare ultima in regione. Perchè? Per il semplice motivo che siamo più impegnati a produrre che a servire chi produce. Con il 30,7% siamo dunque in coda in Emilia Romagna (media 35,7%) e ben lontani dalla situazione che si registra mediamente lungo la penisola (33,9%).

Passando all’analisi dei diversi comparti spicca anche il 29,5% di attività commerciali perché anche qui siamo in coda, mentre risultiamo al primo posto assoluto con il 22,5% per le imprese impegnate nelle costruzioni.

Risultiamo inoltre molto agguerriti nel comparto dell’industria dove solo Modena ci precede di un punto mentre lasciamo le altre province ben distanziate di varie lunghezze.

Completiamo il quadro dei diversi settori con l’agricoltura che ci registra, come numero di imprese, al di sotto della media regionale e nazionale ma anche a distanza da altre cinque province emiliano romagnole.

La nostra carrellata attraverso i diversi settori può inoltre scendere ad analizzare a consistenza delle imprese di carattere artigianale, dove ci ricollochiamo al terzo posto in regione alle spalle solamente di Bologna e Modena.

Ma in questo caso risaliamo al posto d’onore se raffrontiamo gli artigiani con il totale delle imprese attive nei singoli territori e lo stesso può dirsi per la consistenza di imprese di carattere cooperativo.

Ovviamente non si può mai dimenticare il diverso numero di abitanti di Reggio rispetto agli altri capoluoghi di provincia.

La carrellata si può concludere con tre diverse tipologie d’impresa: quelle di carattere giovanile, quelle a prevalenza femminile e infine le straniere. Tutte intese come aziende da tempo in attività e come start up innovative. Complessivamente, per tirare le somme, possiamo porre Reggio Emilia al terzo posto quale polo imprenditoriale della nostra regione.(l.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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