«Colletta per i soci beffati Limiti al prestito sociale»
Castelnovo Sotto: gli esponenti Pd hanno fatto il punto sulla crisi delle coop Il presidente Volta ha parlato degli interventi a favore di creditori e lavoratori
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CASTELNOVO SOTTO. Una serata per fare il punto sulla crisi del mondo cooperativo e in particolare sugli effetti sull’occupazione e il prestito sociale. Un evento organizzato dal Pd a Castelnovo Sotto, epicentro del crac Coopsette, che ha lasciato una grande ferita sul territorio.
Nel corso della serata, che si è svolta al bocciodromo, ha preso la parola Andrea Volta, presidente di Legacoop Emilia Ovest, che ha fatto una disamina degli errori del passato ma ha rivendicato anche gli sforzi fatti in questi anni per soccorrere le cooperative in crisi. Il dirigente ha parlato delle cinque collette fatte in altrettanti anni, che hanno consentito di raccogliere sette milioni di euro (che si sommano ai 26 raccolti per la solidarietà) destinati ai 1.500 soci delle coop reggiane Coopsette e Unieco, e della piacentina Indaco.
«Dal 2016 in poi è successa una cosa fondamentale - ha detto Volta - il saldo è ritornato ad essere positivo: le 320 aziende associate a Legacoop hanno messo insieme 60 milioni di euro. Sono tanti, ma anche la perdita complessiva di patrimonio è stata davvero molto ingente».
Il deputato Maino Marchi ha parlato del recente emendamento al disegno di legge di Bilancio 2018 per rendere più sicuro il prestito sociale. Un emendamento che ha fissato per tutte le coop un limite massimo alla possibilità di raccolta del prestito sociale. In particolare, l'ammontare complessivo del prestito non potrà eccedere il limite del patrimonio risultante dall'ultimo bilancio di esercizio approvato. L’intervento correttivo prevede che le società cooperative dovranno impiegare le somme raccolte in operazioni funzionali al perseguimento dello scopo sociale (e non per operazioni finanziarie che talvolta ne hanno snaturato la funzione). «Uno strumento preventivo - ha spiegato Marchi - che sarà presente all’interno delle stesse cooperative che utilizzano il prestito».
E sulla colletta cooperativa che permette il ristoro del 25 per cento del debito a cui si dovrebbe aggiungere un altro 15 per cento nell’ambito della procedura fallimentare il deputato del Pd ha parlato di «risultato significativo» e ha sottolineato come sia «una modalità che esiste solo nel mondo della cooperazione. Questo dimostra una sua diversità».
In apertura di serata il segretario Pd Andrea Costa ha rivendicato il ruolo svolto dal partito per affrontare questa crisi. «Ci eravamo presi l’impegno a non far spegnere i riflettori sulla vicenda. Oggi arrivano i primi risultati importi che sono frutto del lavoro di filiera, dal sindaco al governo. C’è qualcuno a cui basta fare annuncio del fallimento per speculazione politica e poi scompare, poi c’è il Pd che non scappa dai problemi finché non ha trovato la soluzione con i suoi interlocutori».
Il lavoro è uno degli aspetti centrale di questa vicenda. Ricollocare i lavoratori significa rimodellare i curriculum e quindi investire in formazione. Antonella Incerti, membro della commissione Lavoro della Camera, ha ripercorso le azioni approntate in questi anni per rispondere alle situazioni di sofferenza. «Da un lato lo stato con le varie leggi di Bilancio ha cercato di far ripartire gli enti locali allentando il patto di stabilità, poi c’è il tema di fare ripartire il lavoro e superare la disoccupazione. Abbiamo introdotto il nuovo assegno di disoccupazione e anche l’assegno di ricollocazione. E’ una novità che nella legge di Bilancio 2018 sarà nuovamente rilanciato. Cambia quindi l’approccio di come si va a cercare lavoro. E su questo tema le competenze sono anche della Regione». La consigliera regionale Roberta Mori, ha illustrato il ruolo svolto da Bologna in questa vicenda. «Oggi - ha detto l’ex sindaca di Castelnovo Sotto - attraverso bandi premiali promuoviamo progetti personalizzati di ricollocamento che possano incrociare domanda e offerta. Il lavoro rimane l’obiettivo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nel corso della serata, che si è svolta al bocciodromo, ha preso la parola Andrea Volta, presidente di Legacoop Emilia Ovest, che ha fatto una disamina degli errori del passato ma ha rivendicato anche gli sforzi fatti in questi anni per soccorrere le cooperative in crisi. Il dirigente ha parlato delle cinque collette fatte in altrettanti anni, che hanno consentito di raccogliere sette milioni di euro (che si sommano ai 26 raccolti per la solidarietà) destinati ai 1.500 soci delle coop reggiane Coopsette e Unieco, e della piacentina Indaco.
«Dal 2016 in poi è successa una cosa fondamentale - ha detto Volta - il saldo è ritornato ad essere positivo: le 320 aziende associate a Legacoop hanno messo insieme 60 milioni di euro. Sono tanti, ma anche la perdita complessiva di patrimonio è stata davvero molto ingente».
Il deputato Maino Marchi ha parlato del recente emendamento al disegno di legge di Bilancio 2018 per rendere più sicuro il prestito sociale. Un emendamento che ha fissato per tutte le coop un limite massimo alla possibilità di raccolta del prestito sociale. In particolare, l'ammontare complessivo del prestito non potrà eccedere il limite del patrimonio risultante dall'ultimo bilancio di esercizio approvato. L’intervento correttivo prevede che le società cooperative dovranno impiegare le somme raccolte in operazioni funzionali al perseguimento dello scopo sociale (e non per operazioni finanziarie che talvolta ne hanno snaturato la funzione). «Uno strumento preventivo - ha spiegato Marchi - che sarà presente all’interno delle stesse cooperative che utilizzano il prestito».
E sulla colletta cooperativa che permette il ristoro del 25 per cento del debito a cui si dovrebbe aggiungere un altro 15 per cento nell’ambito della procedura fallimentare il deputato del Pd ha parlato di «risultato significativo» e ha sottolineato come sia «una modalità che esiste solo nel mondo della cooperazione. Questo dimostra una sua diversità».
In apertura di serata il segretario Pd Andrea Costa ha rivendicato il ruolo svolto dal partito per affrontare questa crisi. «Ci eravamo presi l’impegno a non far spegnere i riflettori sulla vicenda. Oggi arrivano i primi risultati importi che sono frutto del lavoro di filiera, dal sindaco al governo. C’è qualcuno a cui basta fare annuncio del fallimento per speculazione politica e poi scompare, poi c’è il Pd che non scappa dai problemi finché non ha trovato la soluzione con i suoi interlocutori».
Il lavoro è uno degli aspetti centrale di questa vicenda. Ricollocare i lavoratori significa rimodellare i curriculum e quindi investire in formazione. Antonella Incerti, membro della commissione Lavoro della Camera, ha ripercorso le azioni approntate in questi anni per rispondere alle situazioni di sofferenza. «Da un lato lo stato con le varie leggi di Bilancio ha cercato di far ripartire gli enti locali allentando il patto di stabilità, poi c’è il tema di fare ripartire il lavoro e superare la disoccupazione. Abbiamo introdotto il nuovo assegno di disoccupazione e anche l’assegno di ricollocazione. E’ una novità che nella legge di Bilancio 2018 sarà nuovamente rilanciato. Cambia quindi l’approccio di come si va a cercare lavoro. E su questo tema le competenze sono anche della Regione». La consigliera regionale Roberta Mori, ha illustrato il ruolo svolto da Bologna in questa vicenda. «Oggi - ha detto l’ex sindaca di Castelnovo Sotto - attraverso bandi premiali promuoviamo progetti personalizzati di ricollocamento che possano incrociare domanda e offerta. Il lavoro rimane l’obiettivo».
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