Cordoglio per il macellaio “Tino”
Montecchio: ieri il funerale di Riccò, 84 anni, ex titolare del negozio di via Veneto
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MONTECCHIO . Si sono svolti ieri pomeriggio, alle 14.45, i funerali dell’84enne Alberto “Tino” Riccò, per oltre trent’anni titolare di una macelleria in via Vittorio Veneto. La morte del pensionato ha suscitato numerose manifestazioni di cordoglio e affetto per la famiglia. Riccò infatti era molto conosciuto, soprattutto a una certa generazione di montecchiesi.
Grande lavoratore, Riccò aveva trasformato la sua macelleria in luogo d’incontro per i montecchiesi che vi si ritrovavano non solo per acquistare un ottimo guanciale o una costata da cuocere alla griglia, ma anche per scambiare le ultime notizie del paese.
Ritiratosi una quindicina di anni fa – ora la sua attività prosegue con Enrico Boni, della omonima macelleria rimasta nella sede di Riccò – l’anziano aveva iniziato come garzone in una macelleria di Quattro Castella, dove si recava col suo Cucciolo Ducati anche in pieno inverno.
Nato a Montecchio nel quartiere di via Gondar, Riccò proseguì poi la sua carriera di garzone di bottega nella sua città, prima nella macelleria Pattacini di via Garibaldi e poi in quella di Eris Boni.
A metà anni ’60, imparato bene il mestiere, decise di mettersi in proprio rilevando da Acrami la macelleria di via Vittorio Veneto nella quale ha lavorato sino alla meritata pensione, a inizio anni 2000.
Acciaio, questo il soprannome che gli avevano dato gli amici che frequentavano la rivendita di carne, e che stride con la fama di uomo buonissimo e dal carattere socievole.
Riccò lascia la moglie Antonietta, ex insegnante delle scuole elementari montecchiesi, e la figlia Roberta assieme al genero Gianni e agli adorati nipoti Giacomo e Tommaso.
La salma di Alberto Riccò riposa ora nel cimitero di Montecchio.
Alessandro Zelioli
Grande lavoratore, Riccò aveva trasformato la sua macelleria in luogo d’incontro per i montecchiesi che vi si ritrovavano non solo per acquistare un ottimo guanciale o una costata da cuocere alla griglia, ma anche per scambiare le ultime notizie del paese.
Ritiratosi una quindicina di anni fa – ora la sua attività prosegue con Enrico Boni, della omonima macelleria rimasta nella sede di Riccò – l’anziano aveva iniziato come garzone in una macelleria di Quattro Castella, dove si recava col suo Cucciolo Ducati anche in pieno inverno.
Nato a Montecchio nel quartiere di via Gondar, Riccò proseguì poi la sua carriera di garzone di bottega nella sua città, prima nella macelleria Pattacini di via Garibaldi e poi in quella di Eris Boni.
A metà anni ’60, imparato bene il mestiere, decise di mettersi in proprio rilevando da Acrami la macelleria di via Vittorio Veneto nella quale ha lavorato sino alla meritata pensione, a inizio anni 2000.
Acciaio, questo il soprannome che gli avevano dato gli amici che frequentavano la rivendita di carne, e che stride con la fama di uomo buonissimo e dal carattere socievole.
Riccò lascia la moglie Antonietta, ex insegnante delle scuole elementari montecchiesi, e la figlia Roberta assieme al genero Gianni e agli adorati nipoti Giacomo e Tommaso.
La salma di Alberto Riccò riposa ora nel cimitero di Montecchio.
Alessandro Zelioli
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