La Prefettura inviò uomini e container
In paese i primi sei profughi sono stati alloggiati in un Bed & Breakfast tra novembre 2016 e gennaio 2017. A fine maggio 2017 il Comune viene chiamato a fare la sua parte in un momento di emergenza...
2 MINUTI DI LETTURA
In paese i primi sei profughi sono stati alloggiati in un Bed & Breakfast tra novembre 2016 e gennaio 2017. A fine maggio 2017 il Comune viene chiamato a fare la sua parte in un momento di emergenza nazionale per il picco degli arrivi. Tutto si svolge in poche ore e alla vigilia della Fiera in paese. E’ sabato 27 maggio 2017. La mattina successiva alla telefonata in Comune la prefettura fa arrivare i primi 19 profughi e i container: una soluzione necessaria vista l’assenza di strutture ricettive. Nelle stesse ore il Comune deve individuare l’area adatta e viene scelta via Magnanini. La volontà è quella di sistemare i profughi non in mezzo al paese, ma neppure troppo lontano, nel rispetto della loro privacy e nel contempo per renderne più agevole l’integrazione nella comunità. Si instaura fin da subito un ottimo rapporto di collaborazione tra Prefettura, Dimora d’Abramo e Comune, attraverso contatti personali e strettissimi tra i vari operatori e dirigenti. Ma anche tra i profughi e sammartinesi: indimenticabili le partite di calcio organizzate con i ragazzi del 2001. I mesi successivi sono pochi ma intensi. La vita nei container si svolge regolarmente alla presenza di un operatore, giorno e notte. I profughi durante il giorno sono spesso a Reggio Emilia per i vari controlli sanitari e i corsi che li introducono alle regole della convivenza; poi il rientro la sera a San Martino. Così fino a settembre quando gli ultimi 11 profughi vengono trasferiti e i container smontati. (m.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google