Lorenzo, delitto pianificato
Per il pm Pantani, la madre ha premeditato l’epilogo in auto. Domani la convalida
REGGIO EMILIA. È prevista per oggi – ovviamente all’ospedale Santa Maria – l’udienza di convalida dell’arresto della 39enne Antonella Barbieri, che giovedì nel giro di poche ore ha ucciso i suoi due figli Kim (la più piccola, 2 anni) e Lorenzo Zeus (5 anni), tentando poi di farla finita.
Relativamente alle accuse di infanticidio formulate dal pm Maria Rita Pantani – che al momento ha in mano tutta l’inchiesta – c’è una differenza d’inquadramento sull’uccisione in auto – nella golena luzzarese – del piccolo Lorenzo Zeus. Per questo secondo delitto alla madre viene contestata l’aggravante della premeditazione sulla base di alcuni elementi: a Suzzara le telecamere di sorveglianza hanno filmato la donna mentre esce di casa (verso mezzogiorno) tenendo per mano il figlio, poi intorno alle due di pomeriggio nella macchina – impantanasi nel fango in località Fogarino – la 39enne ha in parte spogliato il bimbo, per ammazzarlo con un unico fendente al cuore, inferto con forza con il coltello da cucina che ha portato con sé.
Un maledetto piano che ha avuto come prologo – a casa – il soffocamento mortale, con un cuscino, della piccola Kim nel letto matrimoniale. L’ultima accusa è porto abusivo d’arma, riguardante il coltello usato dalla madre prima contro il figlio e poi contro di sé. In udienza il pm Pantani chiederà – domani – la misura cautelare in carcere della donna.
In precedenza verrà interrogata la madre assassina (difesa dall’avvocato Federica Ghesini), ammesso che riesca fisicamente ad affrontare l’interrogatorio. Sinora Antonella ha fatto intendere – sia ai medici in reparto che agli inquirenti, nel breve interrogatorio interrotto per le gravi condizioni della 39enne, di essere la responsabile di quanto accaduto.
Tornando all’udienza, poi spetteranno due decisioni al gip Giovanni Ghini: in prima battuta sulla misura cautelare e poi sulla competenza delle indagini, in quanto i delitti sono avvenuti in due province diverse, e sinora il pm Pantani ha collaborato con il collega mantovano Andrea Ranalli.
Con un quadro accusatorio così pesante, Antonella Barbieri ha l’ergastolo come probabile pena da espiare, a meno che non venga provato che la 39enne non era capace d’intendere e di volere al momento dell’uccisione dei due figli.
Un versante, quest’ultimo, più che aperto (è il movente) e non è difficile pensare che verrà chiesta più avanti una perizia psichiatrica sulla donna, anche perché il suo disagio psicologico era emerso nei mesi scorsi, a tal punto che aveva affrontato delle cure nell’ospedale di Pieve di Coriano (da cui era stata dimessa il 9 ottobre) per poi essere seguita, a Suzzara, dal centro psicosociale.
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