Il ricovero al santa maria nuova
Ora la donna accetta le cure ma non cerca nessun famigliare
REGGIO EMILIA. La ferita al torace sta migliorando e l’operazione – al momento – non sembra necessaria per Antonella Barbieri, ma ora la donna collabora con i medici ed accetta le cure.Una “svolta”...
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REGGIO EMILIA. La ferita al torace sta migliorando e l’operazione – al momento – non sembra necessaria per Antonella Barbieri, ma ora la donna collabora con i medici ed accetta le cure.
Una “svolta” su cui ha di certo avuto un peso il supporto psicologico fornito alla 39enne sin da giovedì sera, cioè dal momento in cui è stata ricoverata all’ospedale Santa Maria.
Anche ieri il bollettino medico è stato illustrato ai cronisti. E la direzione dell'Ausl informa che la donna resta «in prognosi riservata, vigile e cosciente», in terapia semintensiva, «sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale» e con «le consulenze specialistiche del caso».
Antonella non può incontrare nessuno, anche se nell'atrio della terapia semintensiva si affacciano di tanto in tanto alcuni parenti (in particolare la madre Maria che come nel giorno precedente è venuta in ospedale a Reggio Emilia perché non intende abbandonare la figlia) per informarsi sulle sue condizioni di salute.
Il supporto psicologico con relativa relazione confluirà negli atti d’indagine. «Depressione? Siamo di fronte ad una situazione complessa che ha bisogno di approfondimenti», ha commentato sul punto, con prudenza, il colonnello dei carabinieri Antonino Buda che ha anche parlato di «parziale ammissione di responsabilità da parte della donna». Nella stanza la 39enne rimane a lungo in silenzio, non parla mai dei bambini e nemmeno della vicenda. Non chiede nemmeno di nessuno dei familiari. Anche se più tranquilla, Antonella si è isolata. Resta il fatto che avendo deciso di accettare le cure mediche, potrebbe essere in grado – domani in ospedale – di affrontare l'udienza davanti al giudice Giovanni Ghini.
Una “svolta” su cui ha di certo avuto un peso il supporto psicologico fornito alla 39enne sin da giovedì sera, cioè dal momento in cui è stata ricoverata all’ospedale Santa Maria.
Anche ieri il bollettino medico è stato illustrato ai cronisti. E la direzione dell'Ausl informa che la donna resta «in prognosi riservata, vigile e cosciente», in terapia semintensiva, «sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale» e con «le consulenze specialistiche del caso».
Antonella non può incontrare nessuno, anche se nell'atrio della terapia semintensiva si affacciano di tanto in tanto alcuni parenti (in particolare la madre Maria che come nel giorno precedente è venuta in ospedale a Reggio Emilia perché non intende abbandonare la figlia) per informarsi sulle sue condizioni di salute.
Il supporto psicologico con relativa relazione confluirà negli atti d’indagine. «Depressione? Siamo di fronte ad una situazione complessa che ha bisogno di approfondimenti», ha commentato sul punto, con prudenza, il colonnello dei carabinieri Antonino Buda che ha anche parlato di «parziale ammissione di responsabilità da parte della donna». Nella stanza la 39enne rimane a lungo in silenzio, non parla mai dei bambini e nemmeno della vicenda. Non chiede nemmeno di nessuno dei familiari. Anche se più tranquilla, Antonella si è isolata. Resta il fatto che avendo deciso di accettare le cure mediche, potrebbe essere in grado – domani in ospedale – di affrontare l'udienza davanti al giudice Giovanni Ghini.
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