Casalgrande invasa per l’addio a Romani
Folla da tutto il distretto ceramico, e non solo, a Dinazzano per i funerali dell’80enne fondatore della Serenissima
CASALGRANDE. Una folla immensa per l’ultimo saluto a uno dei protagonisti del settore ceramico, a un casalgrandese sempre attento alla sua comunità. Ieri pomeriggio alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Dinazzano di Casalgrande sono stati officiati i funerali di Lamberto Romani, 80enne fondatore delle Ceramiche Serenissima, scomparso sabato pomeriggio. Alla funzione hanno partecipato centinaia di persone, arrivate dal distretto ceramico e non solo, legate per motivi professionali e umani a Romani, creatore 49 anni fa di uno dei marchi storici del comparto cresciuto lungo la vallata del fiume Secchia.
Romani lo scorso anno aveva lasciato la guida operativa del gruppo mantenendo però una presenza costante e ufficiale, di supporto ai due eredi, i figli Giorgio e Paolo. E proprio Paolo è intervenuto nel corso della cerimonia per un commosso ricordo del padre, concluso con una sottolineatura del legame forte fra Lamberto e il territorio dove operava. Un legame confermato dalle tante presenze, è stato fatto presenti fra gli applausi delle persone che avevano riempito sino al limite la chiesa di Dinazzano.
Prima il parroco don Pino Brugnoli aveva rimarcato a propria volta l’attenzione di Romani per la sua terra, il costante aiuto alle associazioni di volontariato, e parlato di un “dono”, la scelta di passare la mano ai figli nel momento di solidità e cresciuta.
Le ceramiche Serenissima, create da Romani e dalla moglie Alba Maria Spadazzi nel 1968, si chiamano ora Gruppo Romani. Un colosso internazionale con un fatturato superiore ai 110 milioni di euro, più di 400 dipendenti fra le varie sedi e una produzione attorno agli otto milioni di metri quadrati annui di mattonelle. In totale si parla di cinque marchi commercializzati e molto noti, in Italia quanto all’estero. Il gruppo è poi, nel ritemprato comparto ceramico reggiano-modenese sopravvissuto alle difficoltà economiche del 2009, una delle realtà di punta per l’esportazione. A oggi oltre l'80% del materiale realizzato viene venduto all'estero, in novanta diversi paesi.
La ceramica casalgrandese ha sempre mantenuto allo stesso tempo un rapporto strettissimo con il territorio, sia dal punto di vista occupazionale sia come sostegno alle attività sociali – a partire dalla Croce Rossa e dalle pubbliche assistenze – e sportive del territorio (come ad esempio la pallamano) con contributi, sponsorizzazioni e una presenza anche forte in caso di necessità.
Romani inoltre si dedicava a passioni gastronomiche legate sempre alla propria terra: curava infatti con grande amore una piccola acetaia dove produceva un balsamico di alto livello.
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