Addio a Sisto Ghidini l’uomo che sfidava la gravità con la moto
di Vittorio Ariosi
Campagnola, ieri i funerali dell’86enne noto in tutta la Bassa Una vita nei pozzi della morte dei lunapark e nella movida
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CAMPAGNOLA. In un grigio pomeriggio d'autunno, ieri hanno avuto luogo i funerali di un campagnolese speciale, molto noto nel suo paese: Erasmo Ghidini, detto Sisto. Deceduto a 86 anni, dopo una vita a suo modo «di quelle che non dormi mai».
A 17 anni era rimasto colpito, nel Luna Park della fiera del paese, dal Pozzo della morte: i motociclisti che si esibivano in evoluzioni spettacolari e spericolate sulla parete interna di un cilindro verticale. Si era entusiasmato, e aveva deciso che quello era ciò che voleva fare nella vita.
Per dieci anni ha rischiato la vita per dare un brivido agli spettatori paganti, in giro per le fiere, in Italia e nei Paesi europei limitrofi. Era così convinto della sua scelta di vita, che nel pozzo della morte si è anche sposato.
Nel 1956 ha girato un film con la miss Europa di quell'anno, Margit Nuenke: “I fidanzati della morte”, per la regia di Romolo Marcellini.
Solo nel 1960, alla nascita del secondogenito, ha pensato bene di cambiare mestiere. È passato a fare l'autista per la Nestlè di Milano, poi è tonato a vivere nella sua Campagnola. Dove, nel 1983 ha aperto l'“Happy dey”, un locale ben presto luogo di incontro di tanti giovani provenienti delle provincie di Reggio, Mantova e Modena.
Nel 1991 ha fondato a Novellara il “Sisten Irish Pub” (dove Sisten è riferito al soprannome del fondatore), uno dei pub più frequentati della provincia, arredato in perfetto stile irlandese.
La sua vita è stata profondamente segnata anche dalla morte prematura della giovane moglie e della secondogenita. Per diversi anni ha organizzato nel suo paese il Motoraduno, in collaborazione con il Motoclub di Reggio Emilia e il Comune.
Nel giardino di casa sua non aveva i nanetti di gesso, ma un areo militare Fiat G91/l; a suo tempo acquistato, restaurato e donato al Comune.
Per non stare con le mani in mano, già avanti negli anni, lui che era un figlio di un militare si impegnava come volontario nel Servizio civile dei Carabinieri.
Lascia il figlio Vittorio. Il corteo funebre è partito a piedi alle 14,30 dall'abitazione dell'estinto, in via piazza Sirio, per la chiesa parrocchiale. Dopo la cerimonia religiosa, la salma è stata accompagnata al cimitero locale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A 17 anni era rimasto colpito, nel Luna Park della fiera del paese, dal Pozzo della morte: i motociclisti che si esibivano in evoluzioni spettacolari e spericolate sulla parete interna di un cilindro verticale. Si era entusiasmato, e aveva deciso che quello era ciò che voleva fare nella vita.
Per dieci anni ha rischiato la vita per dare un brivido agli spettatori paganti, in giro per le fiere, in Italia e nei Paesi europei limitrofi. Era così convinto della sua scelta di vita, che nel pozzo della morte si è anche sposato.
Nel 1956 ha girato un film con la miss Europa di quell'anno, Margit Nuenke: “I fidanzati della morte”, per la regia di Romolo Marcellini.
Solo nel 1960, alla nascita del secondogenito, ha pensato bene di cambiare mestiere. È passato a fare l'autista per la Nestlè di Milano, poi è tonato a vivere nella sua Campagnola. Dove, nel 1983 ha aperto l'“Happy dey”, un locale ben presto luogo di incontro di tanti giovani provenienti delle provincie di Reggio, Mantova e Modena.
Nel 1991 ha fondato a Novellara il “Sisten Irish Pub” (dove Sisten è riferito al soprannome del fondatore), uno dei pub più frequentati della provincia, arredato in perfetto stile irlandese.
La sua vita è stata profondamente segnata anche dalla morte prematura della giovane moglie e della secondogenita. Per diversi anni ha organizzato nel suo paese il Motoraduno, in collaborazione con il Motoclub di Reggio Emilia e il Comune.
Nel giardino di casa sua non aveva i nanetti di gesso, ma un areo militare Fiat G91/l; a suo tempo acquistato, restaurato e donato al Comune.
Per non stare con le mani in mano, già avanti negli anni, lui che era un figlio di un militare si impegnava come volontario nel Servizio civile dei Carabinieri.
Lascia il figlio Vittorio. Il corteo funebre è partito a piedi alle 14,30 dall'abitazione dell'estinto, in via piazza Sirio, per la chiesa parrocchiale. Dopo la cerimonia religiosa, la salma è stata accompagnata al cimitero locale.
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