Incubo piena a Rubiera Allagato il sottopasso
di Adriano Arati
Il Secchia e il vicino Tresinaro fanno temere il peggio ma il bilancio è positivo Sott'acqua solo il passaggio ferroviario, chiuso per precauzione un ponte
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RUBIERA . Quasi un metro d'acqua nel sottopasso e un ponte chiuso per diverse ore, perché ormai quasi raggiunto dalle acque del Tresinaro. Sul lato est della provincia reggiana il principale fronte di emergenza nella durissima giornata di ieri è stato attorno a Rubiera, dove passano il corso del fiume Secchia e quello del suo affluente Tresinaro.
Nelle prime ore di martedì la piena del Secchia ha provocato l'allagamento del sottopassaggio ferroviario al termine della provinciale 51, che da Rubiera porta a Salvaterra, e ha inciso sull'innalzamento del Tresinaro, costringendo la Provincia a chiudere il ponte sopra al torrente, ormai salito vicino a quota tre metri. In questo modo sono diventati inaccessibili il tratto rubierese del collegamento fra le provinciali 51 e 85 (la direttrice Campogalliano-Casalgrande), fra il quartiere Contea e il villaggio artigiano.
La sospensione del traffico del ponte sul Tresinaro è stata prima di tutto una scelta precauzionale, e non a caso a metà mattinata il transito è stato riaperto, appena le acque del torrente sono tornate sotto al livello di guardia. Ben più complesso il quadro del sottopasso ferroviario. Lì l'allarme è partito subito grazie al sistema di rilevazioni e telecamere installato proprio per le emergenze idrogeologiche, che ha fornito un quadro immediato del potenziale rischio. Nella conca del sottopasso si sono accumulati oltre 80 centimetri d'acqua, che hanno portato ovviamente con sé una grande quantità di detriti e melma. A metà mattinata il liquido era stato rimosso, ma il fondo stradale era ricoperto da diverse dita di materiale fangoso, che rendeva impossibile il transito. È stato quindi necessario un intervento di pulitura, usando i potenti getti di un'autobotte, per ripristinare il collegamento.
Come da copione, nonostante le segnalazioni e i punti di blocco, non sono mancati i tentativi di transitare dal sottopasso: le telecamere hanno filmato un’auto che, dopo aver preso il giro largo, ha provato a entrare nel passaggio dal lato opposto a quello da cui era arrivata, per trovarsi di fronte un piccolo ed invalicabile lago.
Il sindaco Emanuele Cavallaro ha seguito la situazione per tutta la notte e gran parte della giornata sul posto, assieme al personale comunale, e nel pomeriggio ha annunciato le «buone notizie, la Provincia ha riaperto il passaggio. L'evoluzione qui da noi è positiva: non si attendono nuove ondate di piena. I livelli idrometrici sono in calo».
Anche il casalgrandese Alberto Vaccari ha passato la notte in bianco per vigilare sulle acque del Secchia, poderose e movimentate soprattutto all'altezza del ponte di Veggia. A Casalgrande hanno operato dieci persone fra polizia municipale e volontari della sicurezza, attivate dopo che lunedì sera il livello del fiume aveva superato la soglia di allarme. Questi gli estremi dell’azione messa in campo dall'amministrazione di Casalgrande per garantire che la piena non causasse problemi alla popolazione: «A parte la chiusura precauzionale delle aree lungo fiume (deputate per loro stessa natura ad accogliere le acque in caso di piena) e delle relative piste ciclopedonali, sul territorio di Casalgrande non è stata interrotta alcuna strada e non ci sono stati danni a persone o cose», spiega il sindaco.
E per concludere aggiunge: «Quando non si fa male nessuno l'obiettivo è raggiunto. Ringrazio, di cuore, tutte le persone che stanotte si sono messe a disposizione e hanno fatto una doccia continua: personale della Polizia Municipale, dove sono stati richiamati in servizio anche diversi agenti fuori turno, i Volontari della icurezza (Vos)».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nelle prime ore di martedì la piena del Secchia ha provocato l'allagamento del sottopassaggio ferroviario al termine della provinciale 51, che da Rubiera porta a Salvaterra, e ha inciso sull'innalzamento del Tresinaro, costringendo la Provincia a chiudere il ponte sopra al torrente, ormai salito vicino a quota tre metri. In questo modo sono diventati inaccessibili il tratto rubierese del collegamento fra le provinciali 51 e 85 (la direttrice Campogalliano-Casalgrande), fra il quartiere Contea e il villaggio artigiano.
La sospensione del traffico del ponte sul Tresinaro è stata prima di tutto una scelta precauzionale, e non a caso a metà mattinata il transito è stato riaperto, appena le acque del torrente sono tornate sotto al livello di guardia. Ben più complesso il quadro del sottopasso ferroviario. Lì l'allarme è partito subito grazie al sistema di rilevazioni e telecamere installato proprio per le emergenze idrogeologiche, che ha fornito un quadro immediato del potenziale rischio. Nella conca del sottopasso si sono accumulati oltre 80 centimetri d'acqua, che hanno portato ovviamente con sé una grande quantità di detriti e melma. A metà mattinata il liquido era stato rimosso, ma il fondo stradale era ricoperto da diverse dita di materiale fangoso, che rendeva impossibile il transito. È stato quindi necessario un intervento di pulitura, usando i potenti getti di un'autobotte, per ripristinare il collegamento.
Come da copione, nonostante le segnalazioni e i punti di blocco, non sono mancati i tentativi di transitare dal sottopasso: le telecamere hanno filmato un’auto che, dopo aver preso il giro largo, ha provato a entrare nel passaggio dal lato opposto a quello da cui era arrivata, per trovarsi di fronte un piccolo ed invalicabile lago.
Il sindaco Emanuele Cavallaro ha seguito la situazione per tutta la notte e gran parte della giornata sul posto, assieme al personale comunale, e nel pomeriggio ha annunciato le «buone notizie, la Provincia ha riaperto il passaggio. L'evoluzione qui da noi è positiva: non si attendono nuove ondate di piena. I livelli idrometrici sono in calo».
Anche il casalgrandese Alberto Vaccari ha passato la notte in bianco per vigilare sulle acque del Secchia, poderose e movimentate soprattutto all'altezza del ponte di Veggia. A Casalgrande hanno operato dieci persone fra polizia municipale e volontari della sicurezza, attivate dopo che lunedì sera il livello del fiume aveva superato la soglia di allarme. Questi gli estremi dell’azione messa in campo dall'amministrazione di Casalgrande per garantire che la piena non causasse problemi alla popolazione: «A parte la chiusura precauzionale delle aree lungo fiume (deputate per loro stessa natura ad accogliere le acque in caso di piena) e delle relative piste ciclopedonali, sul territorio di Casalgrande non è stata interrotta alcuna strada e non ci sono stati danni a persone o cose», spiega il sindaco.
E per concludere aggiunge: «Quando non si fa male nessuno l'obiettivo è raggiunto. Ringrazio, di cuore, tutte le persone che stanotte si sono messe a disposizione e hanno fatto una doccia continua: personale della Polizia Municipale, dove sono stati richiamati in servizio anche diversi agenti fuori turno, i Volontari della icurezza (Vos)».
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