Gazzetta di Reggio

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«Io pago, ma sono rimasto senz’acqua»

di Luciano Salsi
«Io pago, ma sono rimasto senz’acqua»

Appello di un residente al quale Iren ha razionato il servizio. L’amministratrice di condominio: «Qui il debito è di 25mila euro»

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REGGIO EMILIA. Ancora una volta c'è chi rimane senza acqua per colpa dei vicini che non pagano le loro quote. Chi suppone che accada in via Turri non si sbaglia. Infatti nel martoriato quartiere attiguo alla stazione ferroviaria molti condomìni sono stati o sono tuttora alle prese con la morosità di proprietari o inquilini, a cui Iren reagisce, dopo almeno due solleciti, con la sospensione parziale o totale della fornitura. Ora si presenta il caso di quindici appartamenti del numero civico 37. Da lunedì sera l'azienda multiservizi ha ridotto la pressione dell'acqua potabile erogata, installando un riduttore di flusso. Nelle intenzioni questa misura dovrebbe essere poco più di un pesante avvertimento, destinato a trasformare la portata della conduttura a un esile filo d'acqua sufficiente soltanto per le necessità primarie. In realtà è bastata per fare mancare l’elemento indispensabile per la vita a quasi tutti i residenti.

«Il contatore – spiega Francesca Santini, amministratrice del condominio – si trova sulla strada, lontano dalla base del fabbricato. Quindi l’acqua razionata non arriva neppure al secondo piano». I più danneggiati, in questi casi, sono gli abitanti degli ultimi piani, a cui l’erogazione viene a mancare subito. «Da lunedì sera – protesta Antonio De Francesco, medico di medicina generale che vive da solo al quinto piano di via Turri 37 – sono completamente senza acqua. Iren ci ha lasciati a secco senza preavvertirci. Non ha avvisato neppure l’amministratore. L’acqua è un bene primario. Ho denunciato l’accaduto all'amministratore e alla polizia, che mi ha detto di potere intervenire solo se il taglio è operato da un privato. Alla mattina sono stato costretto a lavarmi con l’acqua minerale, prima di recarmi nel mio ambulatorio a Canali. Il Comune ha fatto finta di niente per tanto tempo. Ha impiegato dodici anni per ammettere che la situazione di via Turri era diventata insostenibile».

Anche in questo caso tutti pagano le conseguenze delle inadempienze di alcuni, per il principio della responsabilità solidale dei condomini: «Al numero 37 – conferma Francesca Santini – si trovano quindici alloggi, in maggioranza abitati dai proprietari. Soltanto sei famiglie sono italiane. Il debito per la fattura idrica s’aggira sui 25mila euro. I morosi non sono soltanto stranieri. Iren aveva sollecitato più volte il pagamento. Poi ha tagliato la fornitura. In passato avevamo avuto gli stessi problemi con il riscaldamento condominiale, ma li abbiamo risolti passando agli impianti autonomi. Per quanto riguarda il recupero dei crediti, purtroppo la vendita all’asta degli alloggi appartenenti ai morosi è servita quasi soltanto a ripagare i mutui alle banche. Anche i debiti dell’acqua, quindi, rimarranno probabilmente a carico di tutti i condòmini, compresi quelli che hanno sempre pagato le quote».

Intanto, però, sarebbe possibile passare ai contatori singoli anche per la fornitura idrica: «Un anno fa – chiarisce il vicesindaco Matteo Sassi – il Comune ha firmato con Iren un accordo per consentire l'individualizzazione delle forniture anche in presenza di debiti condominiali. Lo si è fatto per numerosi distacchi dai riscaldamenti centralizzati. Negli ultimi mesi in città più di duecento alloggi sono passati al contatore autonomo per l’acqua».

«Non abbiamo alcuna difficoltà – conferma Iren – ad installare i contatori individuali, purchè i successivi allacciamenti siano tecnicamente possibili. Devono essere i condomìni a verificare la possibilità tecnica di fare arrivare l'acqua ai singoli alloggi». «Mesi fa – obietta Francesca Santini – abbiamo chiesto a Iren di effettuare un sopralluogo per vedere se, nel nostro caso, si possono fare gli allacciamenti individuali. Ancora non abbiamo ricevuto alcuna risposta».

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