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L’esorcista le disse: vai dallo psichiatra

L’esorcista le disse: vai dallo psichiatra

Antonella Barbieri rifiutò le cure, fu disposto il trattamento sanitario obbligatorio. Indagine interna sui ricoveri in ospedale

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LUZZARA. Si estendono le indagini per il duplice omicidio di Suzzara e Luzzara. L’Asst - l’azienda socio sanitaria di Mantova - apre un’indagine interna. Intanto la Procura di Mantova non esclude alcuna direzione di indagine per cercare di individuare le ulteriori responsabilità nell’omicidio del piccolo Lorenzo (5 anni) a Luzzara e della sorellina Kim (2) a Suzzara, delitti dei quali è accusata la madre Antonella Barbieri, 39enne, che ha tentato il suicidio.

La donna rimane piantonata all’ospedale di Reggio Emilia in stato di arresto, in attesa che i medici che l’hanno in cura decidano se può essere trasferita in carcere. Per ora le Procure di Reggio e Mantova hanno a disposizione gli atti relativi al recente ricovero (settembre-ottobre) nelle strutture psichiatriche degli ospedali Oglio Po di Casalmaggiore (Cremona) e Pieve di Coriano, e alla seguente presa in carico terapeutico, dal 9 ottobre scorso, da parte del Centro psico sociale (Cps) di Suzzara. Da queste emergerebbe un quadro di «grave disagio psichico».

I medici che l’hanno avuta in cura avrebbero aggiunto che soffriva di «delirii acustici e visivi». Un sintomo di una malattia più profonda, a livello psichico, che l’aveva portata in diverse occasioni ad esternare questo disagio.

Come nel caso della visita al santuario della Fontana di Casalmaggiore, assieme ai due figli, per avere un colloquio con il rettore, esorcista. Il religioso si sarebbe limitato a consigliare di rivolgersi ad uno psichiatra. Episodio dopo il quale, però, la donna avrebbe avuto accesso al pronto soccorso dell’ospedale Oglio Po il quale, nell’impossibilità di curarla per la resistenza da lei opposta, ha disposto un Tso (trattamento sanitario obbligatorio) di una settimana. Al termine del quale, per competenza territoriale (la donna risiede a Suzzara), è stata inviata all’ospedale di Pieve per due settimane, sino al 9 ottobre, data delle dimissioni.

La Procura di Mantova, oltre ad esaminare le carte mediche, non esclude di estendere la ricerca di responsabilità anche in altri ambiti. Per verificare se siano mancate responsabilità di custodia in una fase nella quale la donna avrebbe manifestato il suo disagio psichico. Anche recentemente, pochi giorni prima dell’omicidio, a Suzzara la donna avrebbe lasciato un locale pubblico in preda ad urla. Su questi aspetti non è escluso sia risentito il marito, Andrea Benatti, ex campione del rugby Viadana e della Nazionale.

Alla domanda se le cure di carattere psichiatrico erano adeguate e se la dimissione dall’ospedale di Pieve e la successiva terapia eseguita con la consulenza di medici a Suzzara erano appropriate risponderà quindi anche una indagine interna che ha disposto l’Asst di Mantova. In uno stringato comuncato, la direzione strategica dell’Azienda socio territoriale di Mantova ha informato di avere «immediatamente disposto una serie di approfondimenti interni sugli accadimenti» «in merito all’evento luttuoso che ha colpito la comunità di Suzzara».

Ogni dettaglio confluirà eventualmente nei due fascicoli che, quando sarà decisa la competenza tra Reggio e Mantova, confluiranno in un unico faldone che determinerà la base dell’accusa per omicidio verso la madre.

Francesco Romani

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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