Gazzetta di Reggio

Reggio

Odissesa in via Emilia traffico impazzito tra Reggio e Parma

Odissesa in via Emilia traffico impazzito tra Reggio e Parma

Gattatico: la statale 9 invasa per ore da auto e mezzi pesanti La chiusura delle strade secondarie ha aggravato il quadro

2 MINUTI DI LETTURA





GATTATICO. La colonna delle auto che procedono a passo d’uomo inizia dalla rotonda che porta al circolo Fuori Orario, all’altezza di Taneto. Alle 9 di ieri il traffico a ponte Enza di Gattatico verso Parma è già in tilt, a causa della chiusura delle strade secondarie e delle deviazioni che hanno costretto soprattutto i mezzi pesanti a riversarsi sulla via Emilia, per poter scavallare il fiume e spostarsi tra le due province.

Appena superato il ponte, in località Il Moro, una pattuglia della polizia municipale devia il traffico all’ingresso di strada del Traglione, la viuzza tristemente nota perché qui venne ritrovato il piccolo Tommaso Onofri. L’accesso è sbarrato dalle transenne e gli agenti di polizia municipale avvisano gli automobilisti increduli: «Qui non si passa, non si può arrivare al ponte di Sorbolo, è pericoloso». A chi vuole passare sull’altra sponda, dal parmense al reggiano e viceversa, gli agenti addirittura consigliano di recarsi a Parma e percorrere via Mantova: un girotondo di chilometri, la maggior parte desiste, mentre i corrieri natalizi gesticolano in modo eloquente.

Imboccata strada del Traglione, i pochi residenti sono fuori dai casolari isolati e allagati. Il punto più critico è in via Umberto Nobile, nel comune di Casalbaroncolo: lì, accanto ad un’abitazione c’è una donna con un bimbo in braccio («abito nell’ultima casa in fondo, non voglio stare sola, sono venuta dai vicini»), l’acqua ha allagato di quasi un metro i campi adiacenti l’autostrada, arrivando a sfiorare il primo piano di un casolare.

Un impavido postino si inoltra in fondo alla stradina, con la ruota del motorino che solleva una scia d’acqua. Capannelli di abitanti consigliano di tornare indietro: si può arrivare a Sorbolo ma da lì è impossibile passare nel Reggiano, se non circumnavigando la barriera naturale del fiume che fa da confine.

Non resta che tornare indietro, da Taneto di Gattatico verso Poviglio e Sorbolo, sempre in colonna per la quantità di mezzi pesanti che cercano di arrivare a destinazione prendendo l’autostrada al casello Terre di Canossa. Lì, verso le 11.30, si assiste all’uscita massiccia dei mezzi sanitari e di soccorso: jeep dei vigili del fuoco con il canotto a rimorchio e camionette, ambulanze della Croce rossa, mezzi della Protezione civile, una processione di veicoli incolonnati e scortati dai carabinieri che, con i lampeggianti accesi, fanno da apripista sulla tangenziale ad alta percorrenza che porta verso Poviglio. (am.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google