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Oggi il ricordo di Pecorari morto sul Piave 100 anni fa

Oggi il ricordo di Pecorari morto sul Piave 100 anni fa

Alle 18.30 la messa alla pieve di San Faustino di Rubiera, il suo paese natale Il fante 26enne cadde sul Monte Grappa nella battaglia per fermare gli austriaci

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RUBIERA . Una messa per ricordare Fedele, soldato rubierese morto proprio cento anni fa sul Monte Grappa. Verrà celebrata questo pomeriggio alle 18.30 alla pieve di San Faustino, il paese natale del fante Fedele Pecorari, caduto 26enne il 13 dicembre 1917 durante la battaglia d’arresto, quella che riuscì ad impedire agli austro-ungarici di sfondare la linea difensiva del Piave, che partiva dal Monte Grappa e arrivava al mare Adriatico.

Una bella storia di radici e di memoria, che rimanda ad uno dei momenti più sanguinosi del secolo scorso, ricostruito grazie agli sforzi del professor Rodolfo Pellini, rubierese che in questi anni ha lavorato fra archivi e caserme per ripercorre le tracce dello sfortunato ragazzo. E che ora vuole omaggiarlo nel centenario dal giorno della sua morte.

Fedele Pecorari era stato richiamato alle armi il 20 aprile 1915, poco dopo l'entrata dell’Italia nel conflitto, prima assegnato all’infermeria della Settima divisone fanteria e poi al 53esimo reggimento di fanteria Brigata Umbria, con cui combatté sul monte Piana in Cadore, nella folle, terribile e logorante guerra di trincea che provocherà milioni di morti.

Il 31 ottobre 1917, dopo il disastro di Caporetto, la Umbria deve ripiegare, viene trasferita a Montebelluna e il 10 novembre viene schierata sul fronte del Piave, nel settore che collega Nervesa a Croda della Spia. Nella notte tra l’11 e il 12 dicembre, nel pieno della battaglia, la brigata viene mandata in prima linea nel delicato settore Grappa-Tomba-Monfenera.

Il 13 il battaglione di cui fa parte Fedele viene inviato in uno dei punti dove lo scontro con il nemico è più incerto, fra il monte Spinoncia e la Val Calcino, di rinforzo agli alpini. L’Umbria perderà quel giorno trecento soldati, caduti duranti gli sforzi – riusciti – per reggere l’urto sul fronte del Piave, in uno degli snodi decisivi della guerra sul versante che coinvolge Italia ed Austria, lungo la dorsale alpina.

Il suo corpo non è mai stato ritrovato: «Finita la guerra, i fratelli Augusto e Leone Pecorari si recarono sul luogo ed effettuarono accurate ricerche per identificare l’ubicazione della sua sepoltura. Questa indagine non ebbe esito positivo. È probabile che i resti mortali di Fedele ancor oggi riposino tra le innumerevoli salme non identificate del Sacrario Militare del Monte Grappa», racconta Pellini. (adr.ar)

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