Gazzetta di Reggio

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Più di duemila gli sfollati

di Andrea Vaccari
Più di duemila gli sfollati

L’Enza rompe l’argine, i residenti intrappolati salvati con elicotteri e mezzi anfibi

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BRESCELLO. Quella che sembrava una situazione d’emergenza nel giro di pochi minuti si è trasformata in un disastro. Intorno alle 5.45, dopo aver iniziato a tracimare, l’acqua del fiume Enza ha rotto un argine e ha iniziato a riversarsi con una certa velocità verso Lentigione.

Alle prime persone che si stavano preparando a salire in macchina per andare a lavorare non sembrava vero di assistere a una scena simile: l’acqua stava inondando la frazione brescellese che nel volgere di alcuni minuti è diventata inaccessibile. Chi non era in strada si è gradualmente svegliato grazie allo scroscio dell’acqua che ha iniziato a propagarsi anche sui pavimenti delle case, e col passare dei minuti si sono resi conto di quanto accadeva tutti i residenti di Lentigione, rimasti intrappolati dalla morsa dell’Enza.

Già dalla notte in Comune a Brescello la situazione è stata monitorata. Uno dei tre commissari, Giacomo Di Matteo, ha coordinato l’attività insieme al responsabile della Protezione civile Volmer Bonini. «Prima delle 6 – spiega Di Matteo – siamo stati avvisati dai volontari che l’Enza aveva tracimato e per questo motivo è stata avviata la posa di diversi sacchetti. A seguire, è avvenuto anche il sopralluogo da parte dell’Aipo per verificare la tenuta dell’argine, con il livello che continuava a salire. Poi ci siamo preoccupati di provvedere all’evacuazione, comunicando la situazione ai residenti. Quello che sembrava un fenomeno circoscritto si è purtroppo tramutato in una rottura dell’argine che ha provocato grandi danni, probabilmente a causa dell’eccessiva pressione da parte dell’acqua».

Per tutta la giornata – mentre i residenti intrappolati nelle case venivano via via recuperati sia in elicottero sia a bordo dei gommoni – in Comune si sono susseguiti gli incontri. Nel pomeriggio si è inoltre svolta una seconda riunione presieduta dal prefetto Maria Forte, alla presenza dell’assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo e del presidente della Provincia Giammaria Manghi.

Le operazioni di evacuazione a Lentigione si sono susseguite per tutta la giornata, coordinate dai vigili del fuoco, con l’impiego di mezzi aerei e anfibi. Per tutto il giorno due elicotteri dei vigili del fuoco, uno del Soccorso Alpino e uno dell’Aeronautica hanno fatto la spola per portare via le persone isolate dall’acqua, dando la priorità ad anziani, bambini, malati e ai disabili che avevano bisogno di cure. L’elicottero militare ha volato anche di notte: alle 22 ha recuperato una famiglia in via Mulino Caselle. I soccorritori hanno dovuto controllare tutte le abitazioni e hanno fronteggiato casi di persone che non volevano andarsene.

Il Comune di Brescello ha disposto in via precauzionale l’evacuazione della casa protetta di via XXV Aprile, con gli ospiti che sono stati trasferiti a Luzzara.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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