Castellarano
Centinaia alla festa nel ricordo di Tronconi
CASTELLARANO. Il freddo e il maltempo non hanno fermato centinaia di persone che hanno voluto ricordare la memoria di Davide Tronconi nei giorni scorsi al bar Rocchetta in centro a Castellarano....
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CASTELLARANO. Il freddo e il maltempo non hanno fermato centinaia di persone che hanno voluto ricordare la memoria di Davide Tronconi nei giorni scorsi al bar Rocchetta in centro a Castellarano. Davide, prima di andare a vivere in montagna al Cerreto e fondare con altri amici la cooperativa dei Briganti, ha vissuto a Castellarano. Anzi era nato qui e i suoi amici, in particolare Elisabetta Apollini e Maura Berti, hanno voluto organizzare una serata con aperitivi, polenta e tigelle per raccogliere i fondi necessari ad acquistare un nuovo fuoristrada al soccorso alpino.
Davide Tronconi faceva parte attiva del soccorso alpino ed è purtroppo morto poco più di due mesi fa per le ferite riportate in un incidente stradale mentre andava a soccorrere una donna che si era infortunata in un bosco dell’Appennino reggiano. La morte del 39enne ha lasciato un vuoto in tantissime persone che lo hanno conosciuto per la sua generosità e disponibilità e per questo si stanno svolgendo diverse serate in suo ricordo.
Molti forse non conoscono la storia di Davide quando era a Castellarano. Fin da piccolo, a poco più di dieci anni, aveva iniziato a frequentare il gruppo speleologico naturalista Duccio Ligabue . In quel gruppo imparò le prime uscite sul territorio e le tecniche per scendere nelle grotte. Fu Lui che trovò all’interno di una delle grotte di Valestra il teschio di una Jena, durante un esplorazione che portò a scoprire nuovi meandri.
Era presente quando il gruppo censì le grotte presenti nell’Appenino parmense e a scoprirne una nuova che venne battezzata la “Lanterna” in onore del ristorante dove si riunivano i componenti del gruppo castellaranese dopo le riunioni. Senza contare la partecipazione a decine di iniziative naturalistiche realizzate dal gruppo speleo naturalista come la realizzazione del sentiero nel bacino fossilifero del Rio della Rocca.
Davide era amato da tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo perché impersonava una sorta di spirito cavalleresco di eroe di altri tempi dove il rispetto della natura e il bene sono i punti fissi dove dirigersi. (p.r.)
Davide Tronconi faceva parte attiva del soccorso alpino ed è purtroppo morto poco più di due mesi fa per le ferite riportate in un incidente stradale mentre andava a soccorrere una donna che si era infortunata in un bosco dell’Appennino reggiano. La morte del 39enne ha lasciato un vuoto in tantissime persone che lo hanno conosciuto per la sua generosità e disponibilità e per questo si stanno svolgendo diverse serate in suo ricordo.
Molti forse non conoscono la storia di Davide quando era a Castellarano. Fin da piccolo, a poco più di dieci anni, aveva iniziato a frequentare il gruppo speleologico naturalista Duccio Ligabue . In quel gruppo imparò le prime uscite sul territorio e le tecniche per scendere nelle grotte. Fu Lui che trovò all’interno di una delle grotte di Valestra il teschio di una Jena, durante un esplorazione che portò a scoprire nuovi meandri.
Era presente quando il gruppo censì le grotte presenti nell’Appenino parmense e a scoprirne una nuova che venne battezzata la “Lanterna” in onore del ristorante dove si riunivano i componenti del gruppo castellaranese dopo le riunioni. Senza contare la partecipazione a decine di iniziative naturalistiche realizzate dal gruppo speleo naturalista come la realizzazione del sentiero nel bacino fossilifero del Rio della Rocca.
Davide era amato da tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo perché impersonava una sorta di spirito cavalleresco di eroe di altri tempi dove il rispetto della natura e il bene sono i punti fissi dove dirigersi. (p.r.)
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