«I processi Eternit restino spacchettati»
Lo chiede il sostituto procuratore della Cassazione: se così fosse dei casi di Rubiera si dovrà occupare il tribunale reggiano
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RUBIERA. La conferma dello spacchettamento dei processi per le morti d’amianto nel processo Eternit, imbastito dall’ex pm torinese Raffaele Guariniello, è stato chiesto dal sostituto procuratore generale della Cassazione Delia Cardia ai giudici della Prima sezione penale che entro oggi dovranno emettere il loro verdetto. Decisioni pesanti che voinvolgono migliaia di famiglie in tutta Italia nelle cause legate ai decessi per amianto. Fra queste, molte persone di Rubiera, dove per decenni ha funzionato una fabbrica in cui si realizzavano manufatti a base di eternit e quindi di amianto, prima che l'altissima pericolosità del materiale diventasse pubblica.
Il processo Eternit bis partito a Torino contro il magnate svizzero Stephan Schmidheiny è da anni alle prese con travagli legali. Nel novembre 2016 il Gup piemontese aveva modificato i capi di imputazione presentati dai pm, derubricando l'accusa da omicidio doloso a omicidio colposo (relativamente alle 258 persone morte negli anni per via dell'Eternit in diversi stabilimenti italiani) e chiedendo di spacchettare il processo in quattro tribunali, Napoli, Torino, Reggio Emilia per i casi rubieresi e Vercelli per quelli di Casale Monferrato, dove si trovava la principale sede italiana della multinazionale dell'amianto. La Procura generale di Torino aveva presentato ricorso contro questa decisione, ma la Cassazione ora potrebbe respingere il ricorso.
Nel caso, non ci sarà un “maxiprocesso” unico per omicidio doloso, ma 4 percorsi separati per omicidio colposo nelle quattro sedi distaccate. La scelta non è ancora stata fatta ma è questo quello che temono le associazioni dei famigliari delle vittime che ieri hanno espresso rammarico per la requisitoria del procuratore generale Cardio alla quale non hanno potuto assistere perché l’udienza era a porte chiuse.
Se il verdetto confermasse le richieste del procuratore generale ci sarebbe la certezza di altri rallentamenti dovuti ai processi separati.E l'accusa di omicidio colposo, meno pesante di quella di omicidio doloso, porterebbe con sè la possibilità di un'entrata in prescrizione. Un possibile vantaggio sarebbe la naascita di 4 percorsi più snelli e in cui gli abitanti dei vari territori potranno essere più presenti. Questo processo Eternit bis nasce dopo l'amarissima conclusione del processo Eternit “originale”, finito in prescrizione per scadenza dei termini nel 2014. In quel periodo il procuratore torinese Raffaele Guariniello aveva deciso di denunciare nuovamente Schmidheiny con accuse di omicidio doloso e non più di disastro ambientale, così da evitare rischi di nuove prescrizioni. I legali del miliardario svizzero hanno opposto resistenze e ricorsi sciolti solo dalla Corte Costituzionale, che ha sancito la legittimità del procedimento nel 2016. A quel punto sono iniziate le altre battaglie.(adr.ar.)
Il processo Eternit bis partito a Torino contro il magnate svizzero Stephan Schmidheiny è da anni alle prese con travagli legali. Nel novembre 2016 il Gup piemontese aveva modificato i capi di imputazione presentati dai pm, derubricando l'accusa da omicidio doloso a omicidio colposo (relativamente alle 258 persone morte negli anni per via dell'Eternit in diversi stabilimenti italiani) e chiedendo di spacchettare il processo in quattro tribunali, Napoli, Torino, Reggio Emilia per i casi rubieresi e Vercelli per quelli di Casale Monferrato, dove si trovava la principale sede italiana della multinazionale dell'amianto. La Procura generale di Torino aveva presentato ricorso contro questa decisione, ma la Cassazione ora potrebbe respingere il ricorso.
Nel caso, non ci sarà un “maxiprocesso” unico per omicidio doloso, ma 4 percorsi separati per omicidio colposo nelle quattro sedi distaccate. La scelta non è ancora stata fatta ma è questo quello che temono le associazioni dei famigliari delle vittime che ieri hanno espresso rammarico per la requisitoria del procuratore generale Cardio alla quale non hanno potuto assistere perché l’udienza era a porte chiuse.
Se il verdetto confermasse le richieste del procuratore generale ci sarebbe la certezza di altri rallentamenti dovuti ai processi separati.E l'accusa di omicidio colposo, meno pesante di quella di omicidio doloso, porterebbe con sè la possibilità di un'entrata in prescrizione. Un possibile vantaggio sarebbe la naascita di 4 percorsi più snelli e in cui gli abitanti dei vari territori potranno essere più presenti. Questo processo Eternit bis nasce dopo l'amarissima conclusione del processo Eternit “originale”, finito in prescrizione per scadenza dei termini nel 2014. In quel periodo il procuratore torinese Raffaele Guariniello aveva deciso di denunciare nuovamente Schmidheiny con accuse di omicidio doloso e non più di disastro ambientale, così da evitare rischi di nuove prescrizioni. I legali del miliardario svizzero hanno opposto resistenze e ricorsi sciolti solo dalla Corte Costituzionale, che ha sancito la legittimità del procedimento nel 2016. A quel punto sono iniziate le altre battaglie.(adr.ar.)
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