Il vescovo Camisasca visita gli sfollati e la chiesa allagata
«Ho visto un forte coordinamento, grande serenità e serietà Il disagio è profondo, serve una grande dose di umanità»
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POVIGLIO. Nel pomeriggio di ieri il vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, Massimo Camisasca, ha visitato il centro Kaleidos di Poviglio, dove sono state ospitate le persone sfollate a causa dell’alluvione che ha investito Lentigione e dintorni, e dove un altro centinaio di persone può trovare un pasto caldo.
Incontrando le persone sfollate, monsignor Camisasca si è trattenuto in particolare con i bambini, ai quali ha regalato dei sacchetti di dolciumi; ha inoltre incontrato il personale della Protezione civile, le autorità comunali, militari e mediche, i soccorritori e i volontari impegnati nell’emergenza di queste ore.
«Di fronte ai drammi che accadono – ha detto monsignor Massimo Camisasca – la prima impressione è sempre di sgomento. Quando una persona, di colpo, soprattutto nella notte, viene sbalzata dalla sua casa, trova inondati i luoghi dei suoi affetti più cari; quando vede immerse nell’acqua le cose che ha custodito per anni, non si può provare che desolazione».
La seconda impressione, ha aggiunto monsignor Camisasca, è legata all’accoglienza, «molto ben organizzata qui nel centro Kaleidos di Poviglio. Ho visto un forte coordinamento e una grande serenità e serietà nell’affronto dei problemi. Per fortuna non si tratta di problemi giganteschi, però il disagio è molto profondo. Ci sono tante situazioni da monitorare, ma soprattutto da curare con una grande dose di umanità». Mentre il livello delle acque continua a scendere e il sogno di tutti è di tornare il prima possibile nelle proprie abitazioni, monsignor Camisasca ha concluso sottolineando il conforto che alle persone nel disagio proviene dal trovare interlocutori che, quasi come dei vicini di casa o dei familiari, non li facciano sentire abbandonati.
Il vescovo ha visitato anche la chiesa alluvionata di Lentigione di Brescello con il parroco don Evandro Gherardi.
Incontrando le persone sfollate, monsignor Camisasca si è trattenuto in particolare con i bambini, ai quali ha regalato dei sacchetti di dolciumi; ha inoltre incontrato il personale della Protezione civile, le autorità comunali, militari e mediche, i soccorritori e i volontari impegnati nell’emergenza di queste ore.
«Di fronte ai drammi che accadono – ha detto monsignor Massimo Camisasca – la prima impressione è sempre di sgomento. Quando una persona, di colpo, soprattutto nella notte, viene sbalzata dalla sua casa, trova inondati i luoghi dei suoi affetti più cari; quando vede immerse nell’acqua le cose che ha custodito per anni, non si può provare che desolazione».
La seconda impressione, ha aggiunto monsignor Camisasca, è legata all’accoglienza, «molto ben organizzata qui nel centro Kaleidos di Poviglio. Ho visto un forte coordinamento e una grande serenità e serietà nell’affronto dei problemi. Per fortuna non si tratta di problemi giganteschi, però il disagio è molto profondo. Ci sono tante situazioni da monitorare, ma soprattutto da curare con una grande dose di umanità». Mentre il livello delle acque continua a scendere e il sogno di tutti è di tornare il prima possibile nelle proprie abitazioni, monsignor Camisasca ha concluso sottolineando il conforto che alle persone nel disagio proviene dal trovare interlocutori che, quasi come dei vicini di casa o dei familiari, non li facciano sentire abbandonati.
Il vescovo ha visitato anche la chiesa alluvionata di Lentigione di Brescello con il parroco don Evandro Gherardi.
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