La Bonifica “rompe” l’argine dell’Enza per evitare il peggio
I mezzi del consorzio al lavoro per tutta la notte di martedì Creata una “falla” per far defluire l’acqua verso il Po
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BRESCELLO. Per tutta la notte di martedì e nel corso della giornata di ieri sono proseguiti gli interventi di manutenzione e rafforzamento degli argini a Lentigione. La decisione tecnico-idraulica messa in atto dal Consorzio di bonifica Emilia Centrale più evidente che ha consentito di contenere l’onda di piena nel territorio di Lentigione, evitando la sua propagazione nei vicini abitati di Santa Croce, Boretto e Brescello, è stata quella di rafforzare le arginature del Canalazzo di Brescello. Questa operazione, compiuta nelle prime ore dell’emergenza, utilizzando mezzi e personale consortile ha avuto l’effetto di limitare il perimetro delle aree colpite dall’alluvione.
Successivamente, nella serata di martedì, quando la situazione si andava stabilizzando, sempre d’intesa con il Centro di coordinamento, il Consorzio ha provveduto a rompere l’argine sinistro del Canalazzo di Brescello per favorire il deflusso dell’acqua esondata dall’Enza. In questo modo l’acqua è stata portata a scolare nel tratto terminale dell’Enza e quindi riversata successivamente nel Po senza accrescere i livelli della rete artificiale di bonifica che comunque era a disposizione per un eventuale ulteriore scolo emergenziale.
Quattro escavatori dell’Emilia Centrale hanno rimosso, alla luce delle fotocellule, in alcune ore la difesa spondale del Canalazzo di Brescello consentendo così un deflusso di circa 15 metri cubi al secondo: con questa decisione si è creata dal nulla una sorta di nuova autostrada di acqua per permetterne il deflusso dall’area più duramente colpita di oltre 1 milione e 300mila metri cubi al giorno.
Attualmente la rete consortile sta lentamente facendo defluire dalla zona allagata circa 15 metri cubi al secondo in parte dal Canalazzo di Brescello ed in parte dal Cavo Naviglia. Questi quantitativi andranno aumentando con l’ulteriore azione diretta a mitigare i danni e volta ad allontanare le acque. Soprattutto in previsione del ripristino dell’argine da parte dell’Agenzia interregionale del Po e di un possibile aggravamento delle condizioni metereologiche nei prossimi giorni, l’ente sta in queste ore intervenendo con l’impiego di alcune pompe idrovore di notevoli dimensioni e potenza messe a disposizione dalla Protezione civile regionale.
Da segnalare inoltre, nel corso della giornata di ieri, una singolare operazione che ha visto protagonista la Protezione civile trentina: sono stati infatti recuperati 15 cani da un allevamento di Lentigione, salvati grazie all’utilizzo di un mezzo speciale. I cani, tra cui diversi labrador di varie taglie, stanno tutti bene, così come quelli che già martedì erano stati recuperati in paese dal Nucleo benessere animale della Polizia municipale “Bassa reggiana”. (a.v.)
Successivamente, nella serata di martedì, quando la situazione si andava stabilizzando, sempre d’intesa con il Centro di coordinamento, il Consorzio ha provveduto a rompere l’argine sinistro del Canalazzo di Brescello per favorire il deflusso dell’acqua esondata dall’Enza. In questo modo l’acqua è stata portata a scolare nel tratto terminale dell’Enza e quindi riversata successivamente nel Po senza accrescere i livelli della rete artificiale di bonifica che comunque era a disposizione per un eventuale ulteriore scolo emergenziale.
Quattro escavatori dell’Emilia Centrale hanno rimosso, alla luce delle fotocellule, in alcune ore la difesa spondale del Canalazzo di Brescello consentendo così un deflusso di circa 15 metri cubi al secondo: con questa decisione si è creata dal nulla una sorta di nuova autostrada di acqua per permetterne il deflusso dall’area più duramente colpita di oltre 1 milione e 300mila metri cubi al giorno.
Attualmente la rete consortile sta lentamente facendo defluire dalla zona allagata circa 15 metri cubi al secondo in parte dal Canalazzo di Brescello ed in parte dal Cavo Naviglia. Questi quantitativi andranno aumentando con l’ulteriore azione diretta a mitigare i danni e volta ad allontanare le acque. Soprattutto in previsione del ripristino dell’argine da parte dell’Agenzia interregionale del Po e di un possibile aggravamento delle condizioni metereologiche nei prossimi giorni, l’ente sta in queste ore intervenendo con l’impiego di alcune pompe idrovore di notevoli dimensioni e potenza messe a disposizione dalla Protezione civile regionale.
Da segnalare inoltre, nel corso della giornata di ieri, una singolare operazione che ha visto protagonista la Protezione civile trentina: sono stati infatti recuperati 15 cani da un allevamento di Lentigione, salvati grazie all’utilizzo di un mezzo speciale. I cani, tra cui diversi labrador di varie taglie, stanno tutti bene, così come quelli che già martedì erano stati recuperati in paese dal Nucleo benessere animale della Polizia municipale “Bassa reggiana”. (a.v.)
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