La Procura sta valutando se ci sono responsabili
di Tiziano Soresina
Consulto fra il pm di turno Santangelo e il procuratore reggente Chiesi Sinora non sono giunte in tribunale segnalazioni o esposti sull’alluvione
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REGGIO EMILIA. «Valuterò la situazione». Va con i piedi di piombo – in procura a Reggio Emilia – il sostituto procuratore Claudio Santangelo su quanto accaduto a Lentigione di Brescello.
È il magistrato di turno, quindi competente nell’eventuale apertura di un fascicolo nel caso venissero individuati dei profili di responsabilità penale per il risveglio da incubo della frazione brescellese, in cui martedì alle 5.30 il torrente Enza ha rotto gli argini in tre punti. Sinora in procura non sono giunti nè esposti, nè segnalazioni, comunque il pm Santangelo è partito dalle notizie riportate dai giornali come prima “scrematura” su quanto accaduto. Già previsto un confronto del pm di turno con chi attualmente regge la procura, cioè la dottoressa Isabella Chiesi. Insomma, siamo alle mosse iniziali degli inquirenti che intendono focalizzare i tanti aspetti di questa alluvione da più parti etichettata come «evento eccezionale»: i tempi con cui è stato dato l’allarme, lo stato di manutenzione degli argini dell’Enza attorno a Lentigione, le cause precise dei danni a famiglie, attività imprenditoriali e artigianali, colture agricole. Un “quadro” non semplice da ricostruire che necessita di una presa di contatto della procura con la prefettura, con il Comune di Brescello, con gli enti preposti alla gestione delle acque nonché con le forze dell’ordine intervenute (cioè i carabinieri).
È il magistrato di turno, quindi competente nell’eventuale apertura di un fascicolo nel caso venissero individuati dei profili di responsabilità penale per il risveglio da incubo della frazione brescellese, in cui martedì alle 5.30 il torrente Enza ha rotto gli argini in tre punti. Sinora in procura non sono giunti nè esposti, nè segnalazioni, comunque il pm Santangelo è partito dalle notizie riportate dai giornali come prima “scrematura” su quanto accaduto. Già previsto un confronto del pm di turno con chi attualmente regge la procura, cioè la dottoressa Isabella Chiesi. Insomma, siamo alle mosse iniziali degli inquirenti che intendono focalizzare i tanti aspetti di questa alluvione da più parti etichettata come «evento eccezionale»: i tempi con cui è stato dato l’allarme, lo stato di manutenzione degli argini dell’Enza attorno a Lentigione, le cause precise dei danni a famiglie, attività imprenditoriali e artigianali, colture agricole. Un “quadro” non semplice da ricostruire che necessita di una presa di contatto della procura con la prefettura, con il Comune di Brescello, con gli enti preposti alla gestione delle acque nonché con le forze dell’ordine intervenute (cioè i carabinieri).
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