Sciopero della sanità al Sant’Anna «La Regione ha parecchie colpe»
Castelnovo Monti, Salvatore Lumia (Cismo): «Basta pensare alla chiusura del punto nascita Dovrebbero investire sulle persone e fare girare le équipe, invece comprano degli elicotteri»
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CASTELNOVO MONTI. Anche la chiusura di tanti punti nascite decentrati in tutta Italia ha avuto un ruolo nello sciopero dei medici che a livello nazionale si è svolto tra martedì e ieri. Un tema particolarmente sentito in Emilia Romagna, dove è stata decretata da poco tempo la chiusura dei punti nascite di Castelnovo Monti, Borgotaro (Pr) e Pavullo nel Frignano (Mo). In Emilia-Romagna hanno aderito un gran numero di medici allo sciopero, in particolare gli anestesisti, con una partecipazione che ha raggiunto punte del 95%. I medici hanno protestato anche contro la Regione, in particolare contro la riorganizzazione portata avanti dall'assessore Sergio Venturi. «Le politiche regionali sono la rovina dell'attività medica e hanno un impatto negativo sulle persone – afferma Salvatore Lumia della Cimo, Confederazione Italiana Medici Ospedalieri –. Basta pensare alla drammatica chiusura dei punti nascita. Per risolvere il problema basterebbe far girare le équipe tra gli ospedali, ma questo significa investire sulle persone. Invece si comprano degli elicotteri. È una gestione sconsiderata, che farà perdere alla Regione molti consensi. Serve una programmazione seria sulle necessità dei presidi ospedalieri, le case della salute sono una bella cosa ma fatta male, non si possono tagliare i posti letto negli ospedali se prima non si fanno funzionare le cure intermedie».
Una posizione singolare se si pensa alle plurime esternazioni di tanti altri esponenti medici, in particolare i responsabili dei vari servizi legati all’area neonatale dell’Ausl reggiana e non solo, che a più riprese in passato erano intervenuti chiedendo la chiusura del punto nascite del Sant’Anna e gli altri con volumi ridotti di parti, perché ritenuti inidonei e non sicuri.
Sulla mobilitazione si è espresso con termini di comprensione anche l'assessore regionale alla sanità Sergio Venturi, che ha sottolineato alcune situazioni critiche legate alla legge di bilancio del governo, in particolare la mancanza di risposte sull'accesso alla specializzazione: «Se la tendenza non sarà corretta nei prossimi anni – ha affermato Venturi – potrebbero mancare i medici negli ospedali. Grazie ai nostri medici attualmente abbiamo la sanità tra le più performanti del mondo e sono da otto anni in pratica senza contratto. Sono dispiaciuto, per usare un termine politicamente corretto, che in legge di bilancio non si siano potute reperire le risorse necessarie».
Una posizione singolare se si pensa alle plurime esternazioni di tanti altri esponenti medici, in particolare i responsabili dei vari servizi legati all’area neonatale dell’Ausl reggiana e non solo, che a più riprese in passato erano intervenuti chiedendo la chiusura del punto nascite del Sant’Anna e gli altri con volumi ridotti di parti, perché ritenuti inidonei e non sicuri.
Sulla mobilitazione si è espresso con termini di comprensione anche l'assessore regionale alla sanità Sergio Venturi, che ha sottolineato alcune situazioni critiche legate alla legge di bilancio del governo, in particolare la mancanza di risposte sull'accesso alla specializzazione: «Se la tendenza non sarà corretta nei prossimi anni – ha affermato Venturi – potrebbero mancare i medici negli ospedali. Grazie ai nostri medici attualmente abbiamo la sanità tra le più performanti del mondo e sono da otto anni in pratica senza contratto. Sono dispiaciuto, per usare un termine politicamente corretto, che in legge di bilancio non si siano potute reperire le risorse necessarie».
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