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«Subito due milioni per superare la crisi»

Il presidente Bonaccini: «La dichiarazione dello stato d’emergenza è pronta» Tecnici e funzionari al lavoro già ieri per quantificare i danni anche ai privati

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REGGIO EMILIA. La Regione in campo per riparare i danni causati dall’ondata di maltempo che ha provocato l’esondazione dell’Enza e le frane e i dissesti in montagna. «Abbiamo stanziato un primo fondo di 2 milioni di euro per le urgenze e gli interventi di immediata necessità», ha dichiarato ieri il presidente della Regione Stefano Bonaccini. Un primo stanziamento che precede la richiesta di aiuti al governo: «È praticamente pronta la richiesta dello stato di emergenza – ha confermato il governatore –, che già ieri avevo preannunciato al presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, e che confido sarà accolta dal governo nel prossimo consiglio dei ministri, che dovrebbe tenersi entro Natale».

Ieri la Giunta è stata impegnata dalle prime luci dell’alba per fare il punto della situazione e organizzare gli interventi necessari ad affrontare l’emergenza e al ritorno alla normalità. Alle 6.30 il presidente Bonaccini e l’assessore alla Protezione civile Paola Gazzolo hanno partecipato a una prima riunione a Colorno, in provincia di Parma, insieme ai sindaci e a prefettura, forze dell’ordine, vigili del fuoco e sistema della Protezione civile. Subito dopo il secondo vertice, con prefetto e autorità locali, alle 8 in prefettura a Reggio Emilia. La Giunta regionale si è poi riunita all’ex Campo di Fossoli, vicino a Carpi, alle 14, presenti anche gli amministratori locali modenesi.

Oltre alle riunioni tra amministratori sono subito scesi in campo anche i i tecnici e i funzionari del Dipartimento nazionale di Protezione civile. In tempi record, a meno di 24 ore dalle esondazioni, sono arrivati a Brescello per il sopralluogo necessario e preliminare alla dichiarazione dello stato di emergenza da parte del governo che, come specificato da Bonaccini, comprenderà anche le conseguenze degli episodi di gelicidio nelle aree montane.

Quanto ai danni, nelle prossime ore sarà possibile fare una valutazione economica, con anche l’avvio della ricognizione analitica di quelli subiti da soggetti privati e attività produttive interessati dagli allagamenti.

«Saremo impegnati affinché si raccolgano i dati anche per i danni ai privati – ha sottolineato il governatore –, un percorso diverso e parallelo rispetto a quello dello stato di emergenza e ricordo che, proprio grazie al lavoro della Regione, di recente il Governo ha rimborsato e sta rimborsando i danni di cinque stati di emergenza dichiarati tra il 2013 e il 2015 in Emilia-Romagna. Siamo al fianco delle persone sfollate e delle imprese, affinché possano rientrare nelle loro abitazioni i primi e ripartire al più presto le seconde».

Resta però da affrontare, e subito, l’emergenza. Sono evidenti le esigenze di interventi di somma urgenza necessari per i ripristini e il rafforzamento temporaneo degli argini, gli interventi di pulizia e di messa in sicurezza delle aree allagate per consentire il rientro della popolazione evacuata, la riapertura della viabilità interrotta e il ripristino delle strutture danneggiate, oltre a interventi immediati della riduzione del rischio residuo per evitare che il ripetersi di eventi analoghi possa generare danni ancora maggiori.

«Gli eventi a cui abbiamo assistito sono stati davvero eccezionali, ma gli argini hanno retto: purtroppo la notevole quantità d’acqua che ha caratterizzato queste piene di portata storica per i nostri fiumi, ha creato questa situazione», ha sottolineato Bonaccini.

«Con i sindaci, gli amministratori locali e i tecnici che abbiamo incontrato da questa mattina (ieri, ndr) e con quelli presenti in Giunta – ha sottolineato l’assessore Paola Gazzolo – abbiamo verificato come, di fronte a eventi davvero eccezionali e a livelli mai raggiunti prima dai fiumi e corsi d’acqua, i lavori fatti per la sicurezza idraulica e sugli argini stiano cominciando a dare i loro frutti. Ma certo non basta. Anche per questo nel bilancio 2018 della Regione avevamo già previsto il raddoppio dei fondi per la manutenzione. Così come con i territori abbiamo concordato sull’esigenza di accelerare rispetto al completamento di opere in corso di realizzazione, a partire dalla cassa di espansione del Secchia, e sulla progettazione di nuovi interventi, come quelli che potrebbero alleggerire la pressione sulla cassa d’espansione naturale di Campogalliano, visto il ripetersi di situazioni a rischio, e la Cassa di espansione del Baganza per il nodo idraulico Parma-Colorno. Infine, ancora una volta nella gestione dell’emergenza ha ben funzionato il coordinamento fra le varie forze in campo, dai corpi dello Stato alla protezione civile regionale, grazie anche al Centro operativo di Marzaglia che valorizzeremo ulteriormente».

E a chi in questi giorni è stato ed è in campo per l’emergenza si è rivolto anche Bonaccini: «Voglio ringraziare sindaci, prefetti, forze dell’ordine, volontari e tutto il sistema della protezione civile per il lavoro che hanno fatto e che stanno facendo per i territori e le comunità locali – chiude il presidente – portando un aiuto alle persone colpite».

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