Rubiera
Il processo per i morti Eternit resta nel tribunale di Reggio
RUBIERA. Come anticipato dalla Gazzetta, il tribunale di Reggio Emilia deve continuare ad occuparsi delle due morti legate allo stabilimento Eternit di Rubiera. Lo ha deciso la corte di Cassazione...
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RUBIERA. Come anticipato dalla Gazzetta, il tribunale di Reggio Emilia deve continuare ad occuparsi delle due morti legate allo stabilimento Eternit di Rubiera. Lo ha deciso la corte di Cassazione che, respingendo la richiesta dei magistrati di Torino, ha confermato che il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, ex amministratore delegato di Eternit Italia, l'industria di cemento e fibre all'amianto accusata della morte di 258 persone, dovrà essere giudicato per omicidio colposo in quattro tribunali.
Oltre a Reggio Emilia i processi saranno celebrati a Vercelli, cui spetta la competenza di procedere per 243 morti nel territorio di Casale Monferrato, a Napoli per gli otto decessi nello stabilimento di Bagnoli e a Torino, dove restano due casi e l'udienza è per il prossimo martedì19 dicembre.
I magistrati di Torino chiedevano di celebrare un unico processo e tornare all’originaria imputazione di omicidio volontario senza cedere al “declassamento” del reato in quello meno grave di omicidio colposo, che ha già portato alla prescrizione della maggior parte dei casi, senz'altro quelli delle persone morte prima del 2005. Gli “ermellini” hanno però dichiarato la «totale inammissibilità» dei ricorsi della Procura della Corte di Appello e del Tribunale contro la sentenza del gup torinese Federica Bompieri che aveva mitigato l'accusa per l'ex ad e aveva “spacchettato” in quattro filoni il procedimento nato dall'inchiesta dell'ex pm Raffaele Guariniello.
«Siamo soddisfatti. Avevamo eccepito l'inammissibilità dei ricorsi e la Corte ha deciso in questa direzione», ha commentato il professor Astolfo Di Amato, difensore di Schmidheiny nel processo Eternit bis.
Per Massimiliano Gabrielli, legale dell'Anmil, si tratta invece dell’«ennesimo regalo al miliardario svizzero», dopo la prescrizione del reato di disastro ambientale nel 2014. «Quando una organizzazione imprenditoriale continua consapevolmente a far soldi sulla pelle della gente bisogna parlare di omicidi volontari, senza se e senza ma...», ha aggiunto l'avvocato che rappresenta l'associazione mutilati e invalidi sul lavoro.
Oltre a Reggio Emilia i processi saranno celebrati a Vercelli, cui spetta la competenza di procedere per 243 morti nel territorio di Casale Monferrato, a Napoli per gli otto decessi nello stabilimento di Bagnoli e a Torino, dove restano due casi e l'udienza è per il prossimo martedì19 dicembre.
I magistrati di Torino chiedevano di celebrare un unico processo e tornare all’originaria imputazione di omicidio volontario senza cedere al “declassamento” del reato in quello meno grave di omicidio colposo, che ha già portato alla prescrizione della maggior parte dei casi, senz'altro quelli delle persone morte prima del 2005. Gli “ermellini” hanno però dichiarato la «totale inammissibilità» dei ricorsi della Procura della Corte di Appello e del Tribunale contro la sentenza del gup torinese Federica Bompieri che aveva mitigato l'accusa per l'ex ad e aveva “spacchettato” in quattro filoni il procedimento nato dall'inchiesta dell'ex pm Raffaele Guariniello.
«Siamo soddisfatti. Avevamo eccepito l'inammissibilità dei ricorsi e la Corte ha deciso in questa direzione», ha commentato il professor Astolfo Di Amato, difensore di Schmidheiny nel processo Eternit bis.
Per Massimiliano Gabrielli, legale dell'Anmil, si tratta invece dell’«ennesimo regalo al miliardario svizzero», dopo la prescrizione del reato di disastro ambientale nel 2014. «Quando una organizzazione imprenditoriale continua consapevolmente a far soldi sulla pelle della gente bisogna parlare di omicidi volontari, senza se e senza ma...», ha aggiunto l'avvocato che rappresenta l'associazione mutilati e invalidi sul lavoro.
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