Infanticidi, indagato anche il marito
di Tiziano Soresina e Giancarlo Oliani
Il pm valuta le precauzioni a tutela dei figli. Cure obbligatorie alla moglie. Oggi le autopsie. In 300 ieri sera alla fiaccolata
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LUZZARA. Andrea Benatti, il papà dei due bambini uccisi dalla moglie Antonella Barbieri, è indagato – a sua garanzia – dalla Procura di Mantova.
Il magistrato vuole accertare se, da parte del genitore, vi siano responsabilità legate alla sua funzione di tutore e di titolare della patria potestà.
L’INTERROGATORIO. In estrema sintesi se, accorgendosi del comportamento della moglie, ha cercato di adottare delle precauzioni a tutela dei figli. Pochi giorni fa, lo ricordiamo, Benatti era stato inizialmente sentito dal sostituto procuratore Andrea Ranalli, titolare delle indagini, quale persona informata dei fatti, poi “qualcosa” dev’essere cambiato, perché successivamente il 39enne è stato affiancato dall’avvocato di fiducia.
ESAME AUTOPTICO. Intanto, nella giornata di oggi, verranno eseguite le autopsie sul corpo di Lorenzo, 5 anni, e su quello di Kim di 2 anni. Un esame importante per stabilire oltre che le cause della morte anche la tempistica dei tragici eventi. In ballo c’è infatti la premeditazione che aggraverebbe in modo molto pesante la posizione giudiziaria della donna. «Stiamo lavorando senza sosta – commenta il procuratore capo Manuela Fasolato – per cercare di mettere insieme i pezzi di questa tragica vicenda e accertare possibili ulteriori responsabilità».
MADRE IN CRISI. Sempre più delicato, poi, l’equilibrio psichico della madre che ha ucciso i due figli e poi ha tentato di suicidarsi.
Rimane ricoverata al Santa Maria Nuova – sempre nel reparto di anestesia e rianimazione semintensiva post-operatoria – ma ora Antonella Barbieri è sottoposta a terapie obbligatorie visto il precipitare delle sue condizioni psichiatriche già da mercoledì.
Cure che vengono al momento assicurate dai medici dell’ospedale di Reggio Emilia, ma ora potrebbe profilarsi un trasferimento della donna in una struttura idonea ad affrontare problemi psichiatrici (in un ospedale?; in un carcere attrezzato come quello di Opera a Milano?; in una delle strutture riabilitative introdotte con la chiusura degli Opg e conosciute come Rems?).
CARTELLE CLINICHE. In procura a Mantova stanno studiando gli atti relativi al recente ricovero (settembre-ottobre) nelle strutture psichiatriche degli ospedali Oglio Po di Casalmaggiore (Cremona) e Pieve di Coriano (Mantova), e alla seguente presa in carico terapeutico, dal 9 ottobre scorso, da parte del Centro psico sociale (Cps) di Suzzara (Mantova). Dalle cartelle cliniche in mano agli inquirenti emergerebbe un quadro di «grave disagio psichico». I medici che l’hanno avuta in cura avrebbero aggiunto che soffriva di «deliri acustici e visivi». Un sintomo di una malattia più profonda, a livello psichico, che l’aveva portata in diverse occasioni ad esternare questo disagio.
COMMOZIONE. Visi illuminati dalle candele e occhi che luccicavano per la commozione. Restare in silenzio – ieri sera a Suzzara – è stato per tutti estremamente faticoso. C’era quasi voglia di urlare il dolore per alleggerire l’anima da quell’atmosfera che pesava come un macigno. Davanti al municipio di piazza Castello, la gente ha cominciato a radunarsi mentre qualcuno distribuiva le candele per la fiaccolata. Anche Davide Benatti, nonno di Kim e Lorenzo e papà di Andrea, accompagnato dall’amico di sempre Claudio Bollani, che è stato testimone al suo matrimonio, ha voluto partecipare alla fiaccolata. Presente anche Alessia, sorella di Andrea Benatti. Al momento civile erano presenti il sindaco Ivan Ongari insieme al collega di Luzzara Andrea Costa, di Viadana Giovanni Cavatorta oltre al vicesindaco di Motteggiana Rubes Calzolari. Anche la comunità sikh ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia Benatti. In tutto sono state circa 300 le persone hanno preso parte alla fiaccolata organizzata dall’amministrazione comunale e dalla parrocchia Immacolata Concezione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il magistrato vuole accertare se, da parte del genitore, vi siano responsabilità legate alla sua funzione di tutore e di titolare della patria potestà.
L’INTERROGATORIO. In estrema sintesi se, accorgendosi del comportamento della moglie, ha cercato di adottare delle precauzioni a tutela dei figli. Pochi giorni fa, lo ricordiamo, Benatti era stato inizialmente sentito dal sostituto procuratore Andrea Ranalli, titolare delle indagini, quale persona informata dei fatti, poi “qualcosa” dev’essere cambiato, perché successivamente il 39enne è stato affiancato dall’avvocato di fiducia.
ESAME AUTOPTICO. Intanto, nella giornata di oggi, verranno eseguite le autopsie sul corpo di Lorenzo, 5 anni, e su quello di Kim di 2 anni. Un esame importante per stabilire oltre che le cause della morte anche la tempistica dei tragici eventi. In ballo c’è infatti la premeditazione che aggraverebbe in modo molto pesante la posizione giudiziaria della donna. «Stiamo lavorando senza sosta – commenta il procuratore capo Manuela Fasolato – per cercare di mettere insieme i pezzi di questa tragica vicenda e accertare possibili ulteriori responsabilità».
MADRE IN CRISI. Sempre più delicato, poi, l’equilibrio psichico della madre che ha ucciso i due figli e poi ha tentato di suicidarsi.
Rimane ricoverata al Santa Maria Nuova – sempre nel reparto di anestesia e rianimazione semintensiva post-operatoria – ma ora Antonella Barbieri è sottoposta a terapie obbligatorie visto il precipitare delle sue condizioni psichiatriche già da mercoledì.
Cure che vengono al momento assicurate dai medici dell’ospedale di Reggio Emilia, ma ora potrebbe profilarsi un trasferimento della donna in una struttura idonea ad affrontare problemi psichiatrici (in un ospedale?; in un carcere attrezzato come quello di Opera a Milano?; in una delle strutture riabilitative introdotte con la chiusura degli Opg e conosciute come Rems?).
CARTELLE CLINICHE. In procura a Mantova stanno studiando gli atti relativi al recente ricovero (settembre-ottobre) nelle strutture psichiatriche degli ospedali Oglio Po di Casalmaggiore (Cremona) e Pieve di Coriano (Mantova), e alla seguente presa in carico terapeutico, dal 9 ottobre scorso, da parte del Centro psico sociale (Cps) di Suzzara (Mantova). Dalle cartelle cliniche in mano agli inquirenti emergerebbe un quadro di «grave disagio psichico». I medici che l’hanno avuta in cura avrebbero aggiunto che soffriva di «deliri acustici e visivi». Un sintomo di una malattia più profonda, a livello psichico, che l’aveva portata in diverse occasioni ad esternare questo disagio.
COMMOZIONE. Visi illuminati dalle candele e occhi che luccicavano per la commozione. Restare in silenzio – ieri sera a Suzzara – è stato per tutti estremamente faticoso. C’era quasi voglia di urlare il dolore per alleggerire l’anima da quell’atmosfera che pesava come un macigno. Davanti al municipio di piazza Castello, la gente ha cominciato a radunarsi mentre qualcuno distribuiva le candele per la fiaccolata. Anche Davide Benatti, nonno di Kim e Lorenzo e papà di Andrea, accompagnato dall’amico di sempre Claudio Bollani, che è stato testimone al suo matrimonio, ha voluto partecipare alla fiaccolata. Presente anche Alessia, sorella di Andrea Benatti. Al momento civile erano presenti il sindaco Ivan Ongari insieme al collega di Luzzara Andrea Costa, di Viadana Giovanni Cavatorta oltre al vicesindaco di Motteggiana Rubes Calzolari. Anche la comunità sikh ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia Benatti. In tutto sono state circa 300 le persone hanno preso parte alla fiaccolata organizzata dall’amministrazione comunale e dalla parrocchia Immacolata Concezione.
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