Iren: «Lavori finiti entro pochi mesi»
di Adriano Arati
Sopralluogo all’ex discarica dopo i timori per salute e ambiente. Ferri: «Operazioni fatte con cura e rispettando i residenti»
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SCANDIANO. «La copertura dell'ex discarica di Rio Riazzone prosegue nei tempi annunciati, entro la fine del 2018 puntiamo a completare tutto con la sistemazione». Dovrebbero mancare pochi mesi quindi alla conclusione delle operazioni di ripristino dell'ampia zona di Rio Riazzone, sui colli di San Ruffino al confine fra Scandiano e Castellarano, sino al 2008 una delle principali discariche di Iren.
In questi nove anni è stato avviato il percorso di “fine vita”, così da mettere in sicurezza l'area isolando i rifiuti conferiti negli anni e iniziando una trasformazione verde del complesso. L'ultima parte è stata avviata circa due anni fa, in questi mesi sono stati portati a Rio Riazzone circa 30mila metri cubi di terra, che rappresentano la base della copertura dei rifiuti, isolati da diversi strati di protezioni, coperture con materiali specifici e appunto interi naturali.
Ieri mattina Iren e Comune hanno organizzato una visita alla discarica aperta ai cittadini. Presenti il sindaco Alessio Mammi e l'assessore all'Ambiente Marco Ferri, i rappresentati del comitato sulla discarica fra cui il referente Stefano Cigarini, funzionari e diversi residenti della zona. Una nuova visita è già stata programmata per la primavera 2018, quando i lavori dovrebbero essere vicini alla fine. «Iren ci conferma che i lavori vanno secondo la tabella di marcia, ora il passaggio dei camion si è fermato per l'inverno dopo mesi di trasporti fatti con attenzione, senza lamentele», racconta Ferri.
Uno dei timori degli abitanti era il ritorno di un traffico intenso di mezzi pesanti nelle strette stradine della zona, una costante ai tempi della discarica. Le operazioni di trasporto di terriccio da usare per la copertura, sostiene Ferri, «sono state fatte con cura e forse si temeva un impatto maggiore rispetto a quello che si è realmente verificato, crediamo che anche cittadini e comitati siano contenti».
La prossima fase sarà quella della sistemazione dell’argilla e poi la posa del nuovo fondo verde. In questo periodo non verranno messe piante, che con le loro radici potrebbero danneggiare le coperture inferiori, ma un manto erboso a cui aggiungere con gli anni altri alberi e altre piante.
Ogni percorso legato a una discarica porta inevitabilmente con sé timori sulla salute e sulla tenuta ambientale, e negli anni qualche malumore e qualche dubbio si è registrato anche nello Scandianese, specialmente nelle prime fasi in cui si accavallano diverse voci e progetti.
A oggi però l'amministrazione è soddisfatta del confronto: «Credo che con Rio Riazzone abbia funzionato la scelta di dialogare continuamente con cittadini e comitati, in ogni fase del progetto c'è stato coinvolgimento e ascolto. Abbiamo anche modificato alcune scelte. In origine, per questa ultima parte di copertura Iren avrebbe voluto usare un misto di terra e di detriti provocati dal terremoto del 2012 in Emilia, gli abitanti e i comitati non erano d'accordo, hanno sempre chiesto l'utilizzo di soli materiali naturali, come il terriccio, ed alla fine così si è fatto», conclude l'assessore all'Ambiente Ferri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In questi nove anni è stato avviato il percorso di “fine vita”, così da mettere in sicurezza l'area isolando i rifiuti conferiti negli anni e iniziando una trasformazione verde del complesso. L'ultima parte è stata avviata circa due anni fa, in questi mesi sono stati portati a Rio Riazzone circa 30mila metri cubi di terra, che rappresentano la base della copertura dei rifiuti, isolati da diversi strati di protezioni, coperture con materiali specifici e appunto interi naturali.
Ieri mattina Iren e Comune hanno organizzato una visita alla discarica aperta ai cittadini. Presenti il sindaco Alessio Mammi e l'assessore all'Ambiente Marco Ferri, i rappresentati del comitato sulla discarica fra cui il referente Stefano Cigarini, funzionari e diversi residenti della zona. Una nuova visita è già stata programmata per la primavera 2018, quando i lavori dovrebbero essere vicini alla fine. «Iren ci conferma che i lavori vanno secondo la tabella di marcia, ora il passaggio dei camion si è fermato per l'inverno dopo mesi di trasporti fatti con attenzione, senza lamentele», racconta Ferri.
Uno dei timori degli abitanti era il ritorno di un traffico intenso di mezzi pesanti nelle strette stradine della zona, una costante ai tempi della discarica. Le operazioni di trasporto di terriccio da usare per la copertura, sostiene Ferri, «sono state fatte con cura e forse si temeva un impatto maggiore rispetto a quello che si è realmente verificato, crediamo che anche cittadini e comitati siano contenti».
La prossima fase sarà quella della sistemazione dell’argilla e poi la posa del nuovo fondo verde. In questo periodo non verranno messe piante, che con le loro radici potrebbero danneggiare le coperture inferiori, ma un manto erboso a cui aggiungere con gli anni altri alberi e altre piante.
Ogni percorso legato a una discarica porta inevitabilmente con sé timori sulla salute e sulla tenuta ambientale, e negli anni qualche malumore e qualche dubbio si è registrato anche nello Scandianese, specialmente nelle prime fasi in cui si accavallano diverse voci e progetti.
A oggi però l'amministrazione è soddisfatta del confronto: «Credo che con Rio Riazzone abbia funzionato la scelta di dialogare continuamente con cittadini e comitati, in ogni fase del progetto c'è stato coinvolgimento e ascolto. Abbiamo anche modificato alcune scelte. In origine, per questa ultima parte di copertura Iren avrebbe voluto usare un misto di terra e di detriti provocati dal terremoto del 2012 in Emilia, gli abitanti e i comitati non erano d'accordo, hanno sempre chiesto l'utilizzo di soli materiali naturali, come il terriccio, ed alla fine così si è fatto», conclude l'assessore all'Ambiente Ferri.
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