«Ora come farò a pagare tutti i danni?»
Lo sfogo di Giuliano Silvestri: «E chi ha sbagliato a gestire l’emergenza non sborserà niente?»
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BRESCELLO. «Per ripristinare questo disastro ci vorranno 40mila euro almeno. E adesso chi me li darà?».
È l’amaro sfogo di Giuliano Silvestri, residente in via Chiesa a Lentigione. Come tanti altri abitanti della frazione brescellese ieri già dall’alba si è tirato su le maniche e ha iniziato a pulire la casa dall’abbondante fango lasciato dal passaggio della piena.
Scope, badili e pompe sono stati utilizzati ieri in grande quantità da tutti i lentigionesi che si sono improvvisati “spazzini” e si sono trovati ad accatastare roba in grande quantità davanti alle rispettive case: tutte quelle cose che erano raggruppate e lasciate nei garage e nelle cantine e sono andate completamente distrutte, ormai inservibili, sono state ammassate a lato della strada, quasi come inequivocabile segnale di una battaglia ormai persa.
Basta d’altra parte circolare nelle vie del paese per vedere come la potenza distruttiva dell’acqua ha ridotto Lentigione. Fango e distruzione ovunque sono i “regali” lasciati dal passaggio dell’Enza che ha fatto delle vie della frazione il suo nuovo alveo.
Allo stesso modo si percepisce, concreta e tangibile, la rabbia dei residenti che mai si sarebbero aspettati di dover fronteggiare un disagio simile. All’improvviso e senza la possibilità di difendersi.
Proprio Giuliano Silvestri non risparmia critiche a nessuno: «Vorrei sapere – prosegue nello sfogo – come farò a pagare tutti i danni ricevuti. Sono un pensionato, come posso fare fronte a così tante spese? Mi toccherà fare dei debiti. E invece, chi ha sbagliato nel gestire questa emergenza come pagherà?».
Dello stesso tenore tanti altri pareri dei residenti di Lentigione, irritati per la mancanza della comunicazione di sgombero arrivata troppo a ridosso dell’evento o, in alcuni casi, non arrivata per niente.
Quasi tutte le famiglie, oltre ai danni all’interno delle case, dovranno infatti ora fare i conti con un’automobile da ricomprare: tantissime, infatti, le macchine che sono state inondate dalla piena dell’Enza. Tra i pochi a riportare il sorriso tra gli abitanti, i componenti dei gruppi di protezione civile provenienti da diverse parti d’Italia che in questi giorni prestano servizio nella Bassa reggiana.
Così come i residenti si sono dati da fare per iniziare a sfangare case e strade sperando che al più presto la situazione possa tornare alla normalità. (a.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È l’amaro sfogo di Giuliano Silvestri, residente in via Chiesa a Lentigione. Come tanti altri abitanti della frazione brescellese ieri già dall’alba si è tirato su le maniche e ha iniziato a pulire la casa dall’abbondante fango lasciato dal passaggio della piena.
Scope, badili e pompe sono stati utilizzati ieri in grande quantità da tutti i lentigionesi che si sono improvvisati “spazzini” e si sono trovati ad accatastare roba in grande quantità davanti alle rispettive case: tutte quelle cose che erano raggruppate e lasciate nei garage e nelle cantine e sono andate completamente distrutte, ormai inservibili, sono state ammassate a lato della strada, quasi come inequivocabile segnale di una battaglia ormai persa.
Basta d’altra parte circolare nelle vie del paese per vedere come la potenza distruttiva dell’acqua ha ridotto Lentigione. Fango e distruzione ovunque sono i “regali” lasciati dal passaggio dell’Enza che ha fatto delle vie della frazione il suo nuovo alveo.
Allo stesso modo si percepisce, concreta e tangibile, la rabbia dei residenti che mai si sarebbero aspettati di dover fronteggiare un disagio simile. All’improvviso e senza la possibilità di difendersi.
Proprio Giuliano Silvestri non risparmia critiche a nessuno: «Vorrei sapere – prosegue nello sfogo – come farò a pagare tutti i danni ricevuti. Sono un pensionato, come posso fare fronte a così tante spese? Mi toccherà fare dei debiti. E invece, chi ha sbagliato nel gestire questa emergenza come pagherà?».
Dello stesso tenore tanti altri pareri dei residenti di Lentigione, irritati per la mancanza della comunicazione di sgombero arrivata troppo a ridosso dell’evento o, in alcuni casi, non arrivata per niente.
Quasi tutte le famiglie, oltre ai danni all’interno delle case, dovranno infatti ora fare i conti con un’automobile da ricomprare: tantissime, infatti, le macchine che sono state inondate dalla piena dell’Enza. Tra i pochi a riportare il sorriso tra gli abitanti, i componenti dei gruppi di protezione civile provenienti da diverse parti d’Italia che in questi giorni prestano servizio nella Bassa reggiana.
Così come i residenti si sono dati da fare per iniziare a sfangare case e strade sperando che al più presto la situazione possa tornare alla normalità. (a.v.)
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