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Slot, in arrivo i divieti per 235 locali

di Evaristo Sparvieri
Slot, in arrivo i divieti per 235 locali

Non solo sale giochi. Nel mirino finiscono anche bar, tabaccherie, edicole e circoli. Ecco cosa prevede la legge della Regione

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REGGIO EMILIA. Sale slot e sale scommesse. Ma anche bar, edicole, tabacchi, ricevitorie. Persino quattro circoli Arci e altri centri sociali, come il Tricolore. Il Comune continua a dichiarare guerra alle slot machines. E, dopo il regolamento che stringe i vincoli per l’apertura di nuove sale, dapprima prevedendo le possibilità di un loro insediamento esclusivamente nelle zone industriali e, dal 2015, vincolando le nuove aperture anche a specifiche delibere del consiglio comunale, adesso la giunta adotta anche la legge regionale, elaborando una mappa delle slot “irregolari”. È quanto contenuto in una delibera approvata martedì scorso, nella quale sono contenute “disposizioni in materia di divieto di apertura e di esercizio delle sale gioco, delle sale scommesse e nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito».

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In totale, sono 235 gli esercizi commerciali di Reggio coinvolti. Si tratta non solo di vere sale gioco, ma anche di edicole, tabaccherie, bar (moltissimi gestiti da titolari cinesi) e circoli. In questi locali le slot saranno vietate, perché collocati a meno di 500 metri dai cosiddetti luoghi sensibili individuati dalla normativa regionale, come «istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture sanitarie o sociosanitarie, strutture ricettive luoghi di aggregazione giovanile e oratori». A stilare la mappatura è stato il servizio Rigenerazione Urbana del Comune, sempre secondo quanto previsto dalla norma della Regione. E per i gli esercenti si preannunciano tempi duri.

Nella delibera comunale, si legge infatti che il «sulla base della mappatura predisposta e in esecuzione della Delibera Regionale si provvederà a comunicare ai titolari delle sale gioco e sale scommesse ricadenti nel divieto di esercizio l’adozione nei successivi sei mesi dei relativi provvedimenti di chiusura e ai titolari degli altri esercizi con apparecchi per il gioco d’azzardo, ricadenti anch’essi nell’area situata a meno di 500 metri dai luoghi sensibili, il divieto di installazione di nuovi apparecchi e il divieto di rinnovo dei contratti di utilizzo alla loro scadenza».

Una norma che accoglie il favore di Matteo Iori, membro dell’Osservatorio nazionale del Ministero della Salute, presidente dell’associazione Centro sociale Papa Giovanni XXIII e del ConaGGa, che tuttavia accende i riflettori sull’elevato numero di locali in cui sono presenti slot: «Purtroppo la cifra non mi sorprende – commenta – qualche anno fa, in occasione di uno slotmob, segnalammo tutti i bar del centro che non avevano slot machines e quelli che le avevano. In teoria, se si andrà avanti con le indicazioni dell’attuale governo, la presenza di macchinette a livello nazionale dovrebbe diminuire del 34% entro il 2019, sparendo completamente dagli esercizi generalisti come bar e tabaccherie. Ma ci crederò solo quando lo vedrò».

Per Iori, «il Comune dovrebbe limitare ulteriormente la presenza di slot in centro. E per farlo potrebbe fare ciò che ha chiesto il M5s e il Pd ha sostenuto, ovvero un’ordinanza ulteriore per limitare l’accensione degli apparecchi solo in orari specifici. Mi auguro che ci sia uno stimolo per riprendere anche questo argomento».

Fra i locali presenti nella mappa, ci sono anche quattro circoli Arci. Ma dall’associazione precisano: «Dal 2014 abbiamo dichiarato guerra alle slot. Su 142 circoli, solo sette ancora hanno questo tipo di macchinette. Dal 2014 non affiliamo nessun nuovo circolo a chi vuole introdurre slot, muovendoci sia prima del regolamento comunale che della mappatura voluta dalla Regione. In questi anni abbiamo dismesso le slot in circoli importanti come il Pigal, dove abbiamo messo il wi-fi per attrarre giovani e far diventare i circoli sempre più luoghi di confronto intergenerazionale. Sulla stessa strada ci sono anche il circolo Stranieri e il centro la Fornace». Quanto ai sette circoli rimasti, «sono vecchi contratti che andranno in scadenza. E, quando lo faranno, i titolari dovranno scegliere se togliere le slot o non essere più nostri affiliati».
 

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