Sotto terra 2 milioni di metri cubi di rifiuti
La discarica di Rio Riazzone si trova fra i colli di Castellarano e Scandiano.La località dove per anni sono stati raccolti i rifiuti della provincia di Reggio Emilia è incastrata fra le vallate di...
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La discarica di Rio Riazzone si trova fra i colli di Castellarano e Scandiano.
La località dove per anni sono stati raccolti i rifiuti della provincia di Reggio Emilia è incastrata fra le vallate di Rio Vigne e Rio Riazzone. Il sito di smaltimento è stato individuato negli spazi precedentemente utilizzati come cava di argilla.
Dal 1991 al 2008 Rio Riazzone ha funzionato come sito di conferimento rifiuti per Agac ed Enìa. Successivamente la competenza è passata ad Iren, la società che con le varie fusioni ha preso il posto di Enìa.
Durante i suoi 17 anni di vita nella discarica sono stati portati circa due milioni di metri cubi di rifiuti domestici.
Dal 1998 al 2008 l'area è stata anche la sede di un impianto per il recupero energetico attraverso la trasformazione del biogas prodotto dai rifiuti conferiti in energia elettrica.
L’attività di smaltimento dei rifiuti domestici è interrotta dal 2008. In questi ultimi nove anni sono state avviate le procedure per la così detta “fine vita” della discarica. Queste operazioni prevedono anzitutto la messa in sicurezza degli strati di rifiuti conferiti. Successivamente si opera per il ritorno dell'area a zona naturale.
Nel 2008 era stata valutata anche l'ipotesi di installare di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia. Un progetto che poi è tramontato.
La località dove per anni sono stati raccolti i rifiuti della provincia di Reggio Emilia è incastrata fra le vallate di Rio Vigne e Rio Riazzone. Il sito di smaltimento è stato individuato negli spazi precedentemente utilizzati come cava di argilla.
Dal 1991 al 2008 Rio Riazzone ha funzionato come sito di conferimento rifiuti per Agac ed Enìa. Successivamente la competenza è passata ad Iren, la società che con le varie fusioni ha preso il posto di Enìa.
Durante i suoi 17 anni di vita nella discarica sono stati portati circa due milioni di metri cubi di rifiuti domestici.
Dal 1998 al 2008 l'area è stata anche la sede di un impianto per il recupero energetico attraverso la trasformazione del biogas prodotto dai rifiuti conferiti in energia elettrica.
L’attività di smaltimento dei rifiuti domestici è interrotta dal 2008. In questi ultimi nove anni sono state avviate le procedure per la così detta “fine vita” della discarica. Queste operazioni prevedono anzitutto la messa in sicurezza degli strati di rifiuti conferiti. Successivamente si opera per il ritorno dell'area a zona naturale.
Nel 2008 era stata valutata anche l'ipotesi di installare di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia. Un progetto che poi è tramontato.
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