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Enza, allarme rosso già da lunedì mattina

Enza, allarme rosso già da lunedì mattina

Alle 7 superati i 9 metri a Sorbolo, quota indicata dal piano comunale come massimo livello di criticità 

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BRESCELLO. Il Piano comunale di protezione civile di Brescello, redatto nel 2012 ed approvato nel 2013, considera «il territorio ad elevato livelli di rischio idraulico, che senza dubbio rappresenta la più importante problematica locale in termini di protezione civile».

Una tabella del piano indica i livelli di piena dell’Enza che fanno scattare gli stati di pre-allarme e di allarme. Per l’idrometro di Sorbolo si indica quota 9 metri per l’allarme rosso. Lunedì mattina alle 7, il giorno prima della piena, l’idrometro di Sorbolo indicava già quota 9 metri e dunque, in base al piano comunale si era già in una situazione di grande attenzione.

Il torrente Enza non è considerato dal piano il corso d’acqua più pericoloso. «Negli ultimi decenni si è osservato che le criticità idrauliche di maggior rilievo e frequenza sono spesso determinate dalla rete idrografica minore, costituita da canali ad uso irriguo e cavi di scolo». Una parte importante del documento è dedicata naturalmente al fiume Po, il cui rischio è storicamente noto a tutti gli abitanti della Bassa.

Riguardo al torrente Enza si legge: «Le onde di piena lungo il torrente Enza vengono prodotte dalle precipitazioni che interessano la parte medio-alta del bacino montano, di conseguenza è possibile conoscere con un margine di alcune ore l’approssimarsi di dette onde di piena. Tuttavia ciò implica l’esistenza di un efficace servizio di allertamento che coinvolga, oltre al Comune di Brescello, altre realtà istituzionali a scala sovraordinata: Aroa-Simc, Aipo, Regione, Provincia e Prefettura».

Secondo il piano di protezione, « la condizione di massimo rischio per il territorio brescellese si verifica in caso di concomitanza tra le onde di piena del fium Po e del torrente Enza, in quanto il tratto terminale dell’Enza è soggetto al rigurgito delle acque di Po. Tuttavia, fortunatamente, le osservazioni meteorologiche degli ultimi decenni, fanno ritenere che la probabilità dell’instaurarsi di condizioni meteoclimatiche avverse, in grado di generare onde di piena sia sull’asta principale del fiume Po, che sugli affluenti appenninici, sia particolarmente bassa». (j.d.p.)



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