Falla da sei milioni di euro emersa nel 2011
CASTELLARANO. Alla fine del 2011 il Comune di Castellarano ha vissuto quello che rimane il momento più cupo della storia dell’ente, quantomeno dal Dopoguerra ad oggi. In quei giorni emerge un...
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CASTELLARANO. Alla fine del 2011 il Comune di Castellarano ha vissuto quello che rimane il momento più cupo della storia dell’ente, quantomeno dal Dopoguerra ad oggi. In quei giorni emerge un disavanzo enorme, che sfiora i sei milioni di euro, accumulato negli anni precedenti. A peggiorare le cose, l’effetto sorpresa, perché a livello pubblico le difficoltà crescenti – acuite ovviamente dal periodo di crisi globale economica che in quegli anni provocava i danni peggiori, in particolare in un comparto ceramico scosso alle radici da questa congiuntura – non erano certo chiare.
Dal nulla o quasi emerse una ferita economica vicina ai sei milioni di euro. Una vicenda che anche oggi è una ferita aperta, considerando che l’amministrazione Caprari, conclusa nel 2011, aveva passato la mano a quella di Gianluca Rivi in maniera tranquilla, senza che ci si potesse aspettare una simile mazzata.
Furono mesi segnati da ovvie tensioni politiche e dai timori sulla tenuta stessa dell’ente.
Superata la fase critica, iniziò quindi un cammino di recupero, che in un primo momento prevedeva anche la possibile vendita di alcuni gioielli del territorio. E il necessario percorso di riequilibrio, elaborato di concerto con la Corte dei Conti, prescrisse un piano di rientro della durata di 9 anni, da concludersi nel 2021.
Dal nulla o quasi emerse una ferita economica vicina ai sei milioni di euro. Una vicenda che anche oggi è una ferita aperta, considerando che l’amministrazione Caprari, conclusa nel 2011, aveva passato la mano a quella di Gianluca Rivi in maniera tranquilla, senza che ci si potesse aspettare una simile mazzata.
Furono mesi segnati da ovvie tensioni politiche e dai timori sulla tenuta stessa dell’ente.
Superata la fase critica, iniziò quindi un cammino di recupero, che in un primo momento prevedeva anche la possibile vendita di alcuni gioielli del territorio. E il necessario percorso di riequilibrio, elaborato di concerto con la Corte dei Conti, prescrisse un piano di rientro della durata di 9 anni, da concludersi nel 2021.
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