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Forti raffiche di vento scoperchiata una stalla

di Ambra Prati
Forti raffiche di vento scoperchiata una stalla

San Polo: almeno 70mila euro di danni all’allevamento Luppi di via Borsea Il titolare: «Volati via i pannelli solari e la copertura in lamiera: meteo impazzito»

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SAN POLO. «Il tetto della stalla si è rovesciato e ripiegato su se stesso, come una coperta. È impressionante». Ivan Luppi, 40 anni, è il nipote del titolare dell’allevamento, Rino. La storica azienda agricola (esiste da almeno 50 anni, i Luppi hanno abitato anche a Roncolo in passato) si trova in via Borsea 4 a San Polo, nel borgo a metà strada tra Grassano e San Polo. Una zona collinare che, nella notte scorsa, è stata bersagliata da raffiche di vento fortissime, che hanno provocato un danno stimato di circa 70mila euro. «Giovedì già alle 19-20 si è alzato il vento. Noi ci siamo rinchiusi in casa, avendo cura di sigillare finestre e portoni che sbattevano. Le raffiche sono aumentate, il vento fischiava tra le case. Un tempo da lupi», racconta Ivan. All’una circa i vicini di casa hanno udito un forte rumore metallico.

«Noi dormiamo in una parte della casa che è abbastanza distante dal capannone, nella notte abbiamo udito solo le folate. Invece la mia amica, Chiara Grimelli, è stata svegliata da una sorta di fragore metallico: erano le lamiere che volavano via. Ma c’era buio e non ha pensato di dare l’allarme. Anche a casa loro il camino è stato abbattuto».

Alle 5.30 nipote e zio si sono alzati per andare nella stalla, a mungere la trentina di vacche di razza Reggiana da latte, come d’abitudine. «E ancora non ci siamo accorti di nulla, perché dall’interno pareva intatto. Ho visto dei pezzi di lana di roccia, ma non potevo immaginare – spiega Ivan –. A parte la pianta schiantata nel cortile, davanti all’ingresso della stalla, ma non ci siamo stupiti più di tanto perché era un vecchio pino situato sull’argine di una scarpata, con poca superficie per radicarsi, perciò l’abbiamo subito rimosso». Solo con il sorgere del sole, e con la luce, gli allevatori si sono resi conto della situazione. «La copertura era di lamiera, coibentata all’interno e con pannelli shed in poliuretano: un materiale leggero, indicato per i capannoni. Su un lato c’era anche l’impianto fotovoltaico, noi produciamo energia e la vendiamo. Le raffiche di vento hanno divelto il tetto da sud a nord; le lamiere e i pannelli sono precipitati sullo stradello del cortile e sul lato Ovest. L’ingegnere che ci segue ha detto che non ha mai visto un fenomeno simile». I danni sono ingenti. «Circa 70mila euro, lo stabilirà il perito dell’assicurazione. Il tetto e l’impianto sono da rifare, sopra è rimasto solo lo scheletro in cemento». Gli animali non ne hanno risentito. «Le mucche sono al coperto, abbiamo tirato dei tendoni con l’aiuto di un vicino, in modo che la pioggia non filtri. Però non siamo tranquilli, con questo meteo impazzito». Altri danni sono stati registrati in zona.

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