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Secondo la Regione i danni ammontano a 105 milioni di euro

di Jacopo Della Porta
Secondo la Regione i danni ammontano a 105 milioni di euro

Chiesta al governo la dichiarazione di stato d’emergenza Stefano Bonaccini: «Gli alluvionati non possono aspettare»

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BRESCELLO. Trenta milioni per le strutture private e 75 milioni per le urgenze, per un totale di 105 milioni di euro. È la richiesta che la Regione Emilia Romagna ha inoltrato al governo – dopo averlo anticipato direttamente al telefono al presidente del consiglio, Paolo Gentiloni – per lo stato d’emergenza della Bassa reggiana, in ginocchio dopo l’alluvione di martedì scorso.

Una richiesta peraltro già accompagnata da una prima stima dei danni, operazione alla quale si è cominciato a lavorare da subito proprio per velocizzare le procedure relative ai risarcimenti. «In tempi rapidissimi – affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore alla Protezione civile, Paola Gazzolo – abbiamo già chiuso il rapporto con la prima conta dei danni, per inviare al governo la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Si tratta di 105 milioni di euro: 30 milioni alle strutture private e 75 milioni per le somme urgenze, già avviate o da attivare, compresa la riduzione del rischio residuo, ovvero i lavori necessari per evitare danni uguali o maggiori da analoghi eventi futuri».

E dalla stima sono ancora escluse le imprese, comprese quelle del comparto agricolo: in questo caso normalmente la raccolta delle informazioni richiede più tempo e nei prossimi giorni, assicurano dalla Regione, «non appena le associazioni di categoria e le imprese avranno inviato ai Comuni una prima documentazione, sarà possibile avere un quadro preciso».

Le aree e i cittadini colpiti, in particolare gli alluvionati di Lentigione, però, non possono attendere. «Dopo lo stanziamento dei primi due milioni di fondi regionali per l’immediata urgenza deciso in Giunta – proseguono Bonaccini e Gazzolo – vogliamo continuare a dare risposte rapide ed efficaci per ristabilire al più presto la sicurezza del territorio, far rientrare le persone nelle loro case e far ripartire imprese e attività produttive. Conclusa la ricognizione iniziale dei danni a infrastrutture pubbliche e cittadini, nelle prossime ore chiuderemo anche quella relativa ad imprese e agricoltura: tutti devono avere una risposta, nessuno escluso. Auspichiamo che la nostra richiesta possa essere accolta già nella prossima seduta del Consiglio dei ministri, che quasi sicuramente si riunirà entro Natale».

Il presidente Bonaccini ha anche firmato il decreto con cui ha dichiarato lo stato di crisi regionale, atto che per i prossimi 90 giorni permette all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile di realizzare lavori specifici o altri interventi «indifferibili e urgenti», nonché decidere misure temporanee di assistenza a nuclei familiari evacuati da case inagibili, oltre ad adottare tutti i provvedimenti amministrativi necessari.

Per quanto riguarda i privati, la ricognizione del danno sarà in autocertificazione. I lavori di ripristino delle abitazioni danneggiate dipenderanno dalla documentazione prodotta dai cittadini con foto, fatture e qualsiasi altro documento valido a fini fiscali sulle opere eseguite. Nei prossimi giorni, l’agenzia regionale di Protezione civile darà indicazioni più dettagliate: la raccolta delle autocertificazioni, infatti, potrà iniziare soltanto dopo la dichiarazione di stato di emergenza nazionale.

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