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«Sono rassegnato, ma non ho timori»

di Giancarlo Oliani
«Sono rassegnato, ma non ho timori»

Parla il papà dei due bambini uccisi a Luzzara e Suzzara, ora indagato per presunta condotta omissiva nei confronti dei figli

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LUZZARA. «Accetto con rassegnazione quello che sta accadendo. È giusto che i magistrati indaghino ma io non ho nulla da temere». Sono parole pronunciate da Andrea Benatti, il papà dei due bambini uccisi dalla moglie Antonella Barbieri, dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia dalla Procura di Mantova. L’ipotesi di reato, al vaglio del pubblico ministero, è la presunta condotta omissiva nei confronti dei due figli e quindi della loro mancata vigilanza. In estrema sintesi se, accorgendosi del comportamento della moglie, abbia cercato di adottare delle precauzioni a tutela dei figli. Pochi giorni fa Benatti era stato inizialmente sentito dal sostituto procuratore Andrea Ranalli, titolare delle indagini, quale persona informata dei fatti. E probabilmente sarà risentito.

Intanto nella giornata di ieri all’ospedale di Modena e in quello di Mantova sono state eseguite le autopsie sui corpi di Lorenzo di cinque anni e di Kim di due. Ad occuparsene la dottoressa Elisa Vermiglio, della Medicina legale di Verona che dopo l’intervento al Carlo Poma, ha dovuto spostarsi a Modena. Con lei il consulente della difesa della donna (il medico legale Moreno Lusetti di Reggio Emilia) nominato dall’avvocato Federica Ghesini. Un esame importante per stabilire oltre che le cause della morte anche la tempistica dei tragici eventi. In ballo, come più volte detto, è la premeditazione che aggraverebbe in modo molto pesante la posizione giudiziaria della donna.

Sempre più delicato, poi, l’equilibrio psichico della madre che ha ucciso i due figli e poi ha tentato di suicidarsi. Rimane ricoverata al Santa Maria Nuova sempre nel reparto di Anestesia e Rianimazione semintensiva post-operatoria, ma ora Antonella Barbieri è sottoposta a terapie obbligatorie visto il precipitare delle sue condizioni psichiatriche già da mercoledì. Cure che vengono al momento assicurate dai medici dell’ospedale di Reggio Emilia.In Procura stanno studiando gli atti relativi al recente ricovero (settembre-ottobre) nelle strutture psichiatriche degli ospedali Oglio Po di Casalmaggiore (Cremona) e Pieve di Coriano, e alla seguente presa in carico terapeutico, dal 9 ottobre scorso, da parte del Centro psico sociale (Cps) di Suzzara. Dalle cartelle cliniche in mano agli inquirenti emergerebbe un quadro di «grave disagio psichico». I medici che l’hanno avuta in cura avrebbero aggiunto che soffriva di «deliri acustici e visivi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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