l’operazione del comune
Spostati 173 sfollati di Lentigione in alberghi e abitazioni private
BRESCELLO . Nel corso dell’incontro che hanno avuto giovedì sera con gli sfollati al centro Kaleidos, i commissari prefettizi che amministrano il Comune di Brescello hanno annunciato che i...
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BRESCELLO . Nel corso dell’incontro che hanno avuto giovedì sera con gli sfollati al centro Kaleidos, i commissari prefettizi che amministrano il Comune di Brescello hanno annunciato che i lentigionesi avrebbero lasciato il provvisorio centro d’accoglienza per essere trasferiti in strutture alberghiere della zona. E, in effetti, nella giornata di ieri sono iniziati i primi trasferimenti. In tal senso, il Comune brescellese ha pubblicato sul sito i numeri di questa operazione: 99 gli ospiti inviati dal Comune stesso in strutture di Brescello, Viadana, Guastalla, Poviglio e Sorbolo Levante, 27 quelli che hanno provveduto in via autonoma alla propria sistemazione sempre in strutture ricettive e 47 che hanno trovato alloggio presso privati.
In totale, dunque, sono 173 i residenti di Lentigione che vivono al momento in sistemazioni provvisorie. La notizia del trasferimento è stata accolta con favore dai lentigionesi, che hanno approfittato dell’incontro con i commissari per cercare di chiarire quali aspetti non abbiano funzionato nella gestione dell’emergenza legata alla piena.
Il dato di fatto è che la popolazione lamenta di non essere stata avvisata per tempo di una simile calamità (non è mai esistito a Brescello un piano che preveda l’evacuazione di Lentigione) e che per questo motivo in tanti sono rimasti bloccati all’interno delle case.
In realtà i monitoraggi sono iniziati già dal pomeriggio di lunedì, così come dal vertice che si è svolto in tarda serata in prefettura non sono emersi particolari profili di rischio. Anche se il Coc non era stato formalmente attivato, in Comune l’attività era in pieno corso, con il commissario Di Matteo presente insieme all’ufficio tecnico e alla protezione civile.
A seguito delle rassicurazioni provenienti dal tavolo in prefettura, sono state potenziate le attività che erano già in essere, ossia l’intensificazione della vigilanza e il potenziamento dell’argine con i sacchetti. Poi, alle 5.45, i volontari di protezione civile presenti sul posto hanno segnalato che si stavano verificando i primi fenomeni di sormonto e si rendeva dunque necessario lo spostamento dei sacchetti da Sorbolo a Lentigione.
È stato in questo lasso di tempo che il rischio si è fatto più concreto, e per questo motivo la Protezione civile ha chiesto lumi all’Aipo su come procedere: intorno alle 6.45 l’Agenzia interregionale per il Po ha consigliato di allontanarsi dagli argini e di iniziare la procedura di evacuazione in quanto l’esondazione era possibile. Ecco dunque l’aspetto-chiave dell’intera vicenda, che verrà probabilmente chiarito anche dalle indagini in corso: dai dati a disposizione era possibile capire che l’Enza sarebbe tracimato?
In totale, dunque, sono 173 i residenti di Lentigione che vivono al momento in sistemazioni provvisorie. La notizia del trasferimento è stata accolta con favore dai lentigionesi, che hanno approfittato dell’incontro con i commissari per cercare di chiarire quali aspetti non abbiano funzionato nella gestione dell’emergenza legata alla piena.
Il dato di fatto è che la popolazione lamenta di non essere stata avvisata per tempo di una simile calamità (non è mai esistito a Brescello un piano che preveda l’evacuazione di Lentigione) e che per questo motivo in tanti sono rimasti bloccati all’interno delle case.
In realtà i monitoraggi sono iniziati già dal pomeriggio di lunedì, così come dal vertice che si è svolto in tarda serata in prefettura non sono emersi particolari profili di rischio. Anche se il Coc non era stato formalmente attivato, in Comune l’attività era in pieno corso, con il commissario Di Matteo presente insieme all’ufficio tecnico e alla protezione civile.
A seguito delle rassicurazioni provenienti dal tavolo in prefettura, sono state potenziate le attività che erano già in essere, ossia l’intensificazione della vigilanza e il potenziamento dell’argine con i sacchetti. Poi, alle 5.45, i volontari di protezione civile presenti sul posto hanno segnalato che si stavano verificando i primi fenomeni di sormonto e si rendeva dunque necessario lo spostamento dei sacchetti da Sorbolo a Lentigione.
È stato in questo lasso di tempo che il rischio si è fatto più concreto, e per questo motivo la Protezione civile ha chiesto lumi all’Aipo su come procedere: intorno alle 6.45 l’Agenzia interregionale per il Po ha consigliato di allontanarsi dagli argini e di iniziare la procedura di evacuazione in quanto l’esondazione era possibile. Ecco dunque l’aspetto-chiave dell’intera vicenda, che verrà probabilmente chiarito anche dalle indagini in corso: dai dati a disposizione era possibile capire che l’Enza sarebbe tracimato?
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