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«Addio Renzo, vittima della piena»

«Addio Renzo, vittima della piena»

In tanti ai funerali dell’89enne Porzani, colto da malore mentre spalava il fango

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BRESCELLO. Molti da Lentigione non hanno potuto partecipare, ma il pensiero di chi ieri era impegnato a scavare era rivolto a Renzo Porzani, il cui funerale è stato celebrato nel pomeriggio nella chiesa di Brescello.

L’anziano di 89 anni, era morto giovedì nella sua abitazione dopo essersi dato da fare per pulire la casa dal fango lasciato dal passaggio dell’Enza. Uno sforzo che si è rivelato fatale per il suo fisico, in quanto il suo cuore ha ceduto e vani si sono rivelati i pur tempestivi soccorsi.

La sua è una storia che ha commosso non solo Lentigione, ma che è diventata il simbolo di una situazione d’emergenza così marcata.

La salma di Porzani è giunta dalle camere ardenti dell’ospedale di Guastalla da dove è partita verso le 14 e dove, in questi due giorni, in tantissimi si sono recati per portare conforto alla famiglia e rendere omaggio a un personaggio molto conosciuto nella frazione brescellese.

Al suo seguito, familiari e amici, che lo hanno accompagnato nell’ultimo viaggio, poi concluso nel cimitero di Brescello. A officiare il rito funebre – al quale ha assistito anche uno dei commissari del Comune, Giacomo Di Matteo, e il maresciallo dei carabinieri di Brescello Antonio Orfei – è stato don Evandro Gherardi, in questi giorni in prima linea per aiutare i residenti di Lentigione.

E proprio alla piena dell’Enza ha fatto riferimento nella sua omelia, senza però alcun tipo di polemica. «E’ stata anche l’alluvione – ha spiegato il parroco – a uccidere Renzo. Lui che teneva particolarmente al suo orto e alla sua casa e per il quale l’acqua aveva costituito una forte preoccupazione. E’ sempre stato una persona che si impegnava molto in quello che faceva, caparbio e volonteroso. Tanti lentigionesi non possono essere qui perché impegnati a lavorare, ma mi hanno detto di portare un saluto alla famiglia».

Del vangelo, invece, don Gherardi ha invece voluto riportare il passo principale nel quale Gesù rivela di essere la via, la verità e la vita: «Il suo è un messaggio di speranza, la stessa speranza che vogliamo infondere nei lentigionesi con la messa che si terrà sul sagrato della chiesa della frazione». Porzani lascia la moglie Maria Rosanna, il figlio Paolo, tre nipoti, i cognati e tanti altri parenti. (a.v.)

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