Il Rifugio Matildico devastato dal vento Appello: «Aiutateci»
San Polo, pesanti danni al centro di recupero della fauna Chiapponi, il responsabile della onlus: «Un vero disastro»
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SAN POLO. Il Rifugio matildico di Caverzana, centro di recupero della fauna selvatica autoctona, è stato messo in ginocchio dalla bufera di vento che si è abbattuta sulla zona tra giovedì e venerdì.
Il Rifugio di via Conti 22 raccoglie e cura gli animali selvatici dal 2011 ed è un centro di riferimento per privati ed enti pubblici (è convenzionato con la Provincia di Reggio).
Il responsabile Ivano Chiapponi, quand’è arrivato ieri mattina, si è messo le mani nei capelli per quello che ha visto. «Un disastro – racconta Chiapponi –. Io abito in paese, dove il vento si è sentito ma non ha fatto questi danni. Il tempo è davvero impazzito, temo che ormai succederà spesso in futuro. Le raffiche hanno distrutto quattro box per animali che si trovavano all’aperto, una parte della copertura del magazzino è volata via, infine un casotto esterno che usavamo come cucina per piccoli spuntini è completamente demolita: pare che ci sia passato sopra un carro armato».
La trentina di animali custoditi all’interno per fortuna non ne hanno risentito, mentre i volontari hanno ripristinato le gabbie che ospitano ricci, istrici, una daina, due lepri e un tasso.
«I danni si aggirano sui 7mila euro in totale – prosegue Chiapponi –. Il problema è che il Rifugio è gestito dall’associazione San Bernardino, una onlus di volontari che si sostiene con offerte e 5 per mille: già fatichiamo ad assicurare cibo e cure agli animali, non so dove troveremo una somma del genere».
Il responsabile Chiapponi lancia un appello: «Ci serviranno fondi e tanta manodopera. Se qualcuno volesse darci supporto, può contattarci tramite il sito internet www.rifugiomatildico.it e consultare la sezione “Come aiutarci”».
A pochi metri di distanza, al civico 20 di via Conti, danni ancora maggiori per il vicino Angelo Viani: «E’ stato un uragano. Ho fatto in tempo a vedere il mulinello nell’aria, poi ho dovuto chiudere perché mi portava via le ante».
La paura della famiglia Viani ieri era ancora palpabile. «Le raffiche hanno scoperchiato una parte del tetto del fienile, buttato già un pezzo di muro e persino spostato le travi di legno, buttate in strada. Un uragano talmente violento che ha fatto tremare la casa».
Il residente non è in grado di quantificare i danni, ma a suo avviso «è una calamità naturale». (am.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Rifugio di via Conti 22 raccoglie e cura gli animali selvatici dal 2011 ed è un centro di riferimento per privati ed enti pubblici (è convenzionato con la Provincia di Reggio).
Il responsabile Ivano Chiapponi, quand’è arrivato ieri mattina, si è messo le mani nei capelli per quello che ha visto. «Un disastro – racconta Chiapponi –. Io abito in paese, dove il vento si è sentito ma non ha fatto questi danni. Il tempo è davvero impazzito, temo che ormai succederà spesso in futuro. Le raffiche hanno distrutto quattro box per animali che si trovavano all’aperto, una parte della copertura del magazzino è volata via, infine un casotto esterno che usavamo come cucina per piccoli spuntini è completamente demolita: pare che ci sia passato sopra un carro armato».
La trentina di animali custoditi all’interno per fortuna non ne hanno risentito, mentre i volontari hanno ripristinato le gabbie che ospitano ricci, istrici, una daina, due lepri e un tasso.
«I danni si aggirano sui 7mila euro in totale – prosegue Chiapponi –. Il problema è che il Rifugio è gestito dall’associazione San Bernardino, una onlus di volontari che si sostiene con offerte e 5 per mille: già fatichiamo ad assicurare cibo e cure agli animali, non so dove troveremo una somma del genere».
Il responsabile Chiapponi lancia un appello: «Ci serviranno fondi e tanta manodopera. Se qualcuno volesse darci supporto, può contattarci tramite il sito internet www.rifugiomatildico.it e consultare la sezione “Come aiutarci”».
A pochi metri di distanza, al civico 20 di via Conti, danni ancora maggiori per il vicino Angelo Viani: «E’ stato un uragano. Ho fatto in tempo a vedere il mulinello nell’aria, poi ho dovuto chiudere perché mi portava via le ante».
La paura della famiglia Viani ieri era ancora palpabile. «Le raffiche hanno scoperchiato una parte del tetto del fienile, buttato già un pezzo di muro e persino spostato le travi di legno, buttate in strada. Un uragano talmente violento che ha fatto tremare la casa».
Il residente non è in grado di quantificare i danni, ma a suo avviso «è una calamità naturale». (am.p.)
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