In balìa dei rapinatori per un’ora e mezza
di Giuseppe Galli
In ostaggio gli anziani coniugi Lunardi e la badante: picchiati, legati e bendati Tre banditi mettono a soqquadro l’appartamento e fuggono con soldi e gioielli
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REGGIO EMILIA. Picchiati, minacciati con un coltello, legati mani e piedi, bendati e costretti a stare in bagno per più di un’ora e mezzo, in silenzio, mentre tre banditi senza scrupoli – entrati in casa in pieno giorno – mettevano a soqquadro e saccheggiavano il loro appartamento, arraffando soldi e gioielli.
È stata una mattinata da incubo, di quelle che non potranno mai dimenticare o rimuovere dalla loro mente, quella vissuta ieri da due anziani coniugi e dalla loro badante, che vivono in un appartamento al quinto piano di un condominio di via Vasco de Gama 8, nel quartiere di San Pellegrino, a poche decine di metri dal rione Cln.
Erano le 10.30 quando hanno suonato alla porta di casa e Giorgio Lunardi, che compirà 82 anni il 20 dicembre prossimo, si è diretto verso la porta. Non è solito aprire agli sconosciuti ma, dopo aver chiesto più volte chi fosse dall’altra parte, si è sentito rispondere il nome di un vicino, perdipiù il capocondominio, che abita proprio sopra di lui.
Allora ha aperto ma, non appena si è creata una fessura sufficiente, il malvivente che si celava dietro l’uscio gli ha sferrato un pugno sulla parte destra del mento, spingendolo con forza a terra e facendolo volare per due-tre metri, fino al tinello. Steso sul pavimento, l’anziano – ex dipendente del Credem, in pensione da anni – ha sentito un uomo montargli sulla schiena, che con una mano ha cominciato a schiacciargli la testa su una mattonella, intimandogli di non aprire la bocca.
«State fermi e non vi faremo del male», hanno detto i malviventi alle due donne, la maestra in pensione Anna Fontanesi, 83 anni, e la badante Lisa, una donna di 49 anni di origini georgiane, che vive in Italia da sette anni ma che solo da una decina di giorni è al servizio della famiglia Lunardi.
Dopo una decina di minuti in cui in casa non si è più mossa una foglia, con i banditi che a gesti continuavano a ripetere alle loro vittime di non parlare, ammutolendo il padrone di casa con la lama di un coltello appoggiata al petto, la banda è entrata in azione.
Strappando le federe dei cuscini, hanno ricavato delle strisce con cui hanno legato le mani dietro la schiena all’uomo e alla badante, mentre l’anziana maestra è stata legata mani e piedi. I tre sono stati poi bendati e portati nel bagno di casa, dove sono rimasti per circa un’ora e mezza, mentre i banditi rovistavano dappertutto.
Volevano soldi e, in particolare, cercavano una fantomatica cassaforte, che in quella casa non c’è, e hanno spostato mobili e tolto quadri dalle pareti, tutto inutilmente.
Allora hanno aperto tutti i cassetti, arraffando gioielli, oggetti in oro e di bigiotteria, rovesciando tutto per terra o sul letto della coppia e mettendo a soqquadro l’abitazione.
Alla fine, dopo aver arraffato 200 euro (di cui una novantina della badante), il telefono cellulare della 49enne e tutti i gioielli trovati, i tre sono usciti di casa come se nulla fosse e si sono allontanati senza essere visti da nessuno, lasciando le vittime legate nel bagno.
La badante è stata la più veloce a liberarsi dei lacci che la tenevano legata e, dopo una decina di minuti dalla fuga dei banditi, intorno alle 12.30 ha lanciato l’allarme telefonando al 112 dei carabinieri.
Guidati dal tenente Alessia Di Rocco, comandante del nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Reggio, i militari hanno iniziato le indagini all’interno dell’appartamento, mentre altre pattuglie davano la caccia sulle strade ai rapinatori in fuga. Per ora non sono stati rintracciati ma dovranno rispondere del reato di rapina aggravata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È stata una mattinata da incubo, di quelle che non potranno mai dimenticare o rimuovere dalla loro mente, quella vissuta ieri da due anziani coniugi e dalla loro badante, che vivono in un appartamento al quinto piano di un condominio di via Vasco de Gama 8, nel quartiere di San Pellegrino, a poche decine di metri dal rione Cln.
Erano le 10.30 quando hanno suonato alla porta di casa e Giorgio Lunardi, che compirà 82 anni il 20 dicembre prossimo, si è diretto verso la porta. Non è solito aprire agli sconosciuti ma, dopo aver chiesto più volte chi fosse dall’altra parte, si è sentito rispondere il nome di un vicino, perdipiù il capocondominio, che abita proprio sopra di lui.
Allora ha aperto ma, non appena si è creata una fessura sufficiente, il malvivente che si celava dietro l’uscio gli ha sferrato un pugno sulla parte destra del mento, spingendolo con forza a terra e facendolo volare per due-tre metri, fino al tinello. Steso sul pavimento, l’anziano – ex dipendente del Credem, in pensione da anni – ha sentito un uomo montargli sulla schiena, che con una mano ha cominciato a schiacciargli la testa su una mattonella, intimandogli di non aprire la bocca.
«State fermi e non vi faremo del male», hanno detto i malviventi alle due donne, la maestra in pensione Anna Fontanesi, 83 anni, e la badante Lisa, una donna di 49 anni di origini georgiane, che vive in Italia da sette anni ma che solo da una decina di giorni è al servizio della famiglia Lunardi.
Dopo una decina di minuti in cui in casa non si è più mossa una foglia, con i banditi che a gesti continuavano a ripetere alle loro vittime di non parlare, ammutolendo il padrone di casa con la lama di un coltello appoggiata al petto, la banda è entrata in azione.
Strappando le federe dei cuscini, hanno ricavato delle strisce con cui hanno legato le mani dietro la schiena all’uomo e alla badante, mentre l’anziana maestra è stata legata mani e piedi. I tre sono stati poi bendati e portati nel bagno di casa, dove sono rimasti per circa un’ora e mezza, mentre i banditi rovistavano dappertutto.
Volevano soldi e, in particolare, cercavano una fantomatica cassaforte, che in quella casa non c’è, e hanno spostato mobili e tolto quadri dalle pareti, tutto inutilmente.
Allora hanno aperto tutti i cassetti, arraffando gioielli, oggetti in oro e di bigiotteria, rovesciando tutto per terra o sul letto della coppia e mettendo a soqquadro l’abitazione.
Alla fine, dopo aver arraffato 200 euro (di cui una novantina della badante), il telefono cellulare della 49enne e tutti i gioielli trovati, i tre sono usciti di casa come se nulla fosse e si sono allontanati senza essere visti da nessuno, lasciando le vittime legate nel bagno.
La badante è stata la più veloce a liberarsi dei lacci che la tenevano legata e, dopo una decina di minuti dalla fuga dei banditi, intorno alle 12.30 ha lanciato l’allarme telefonando al 112 dei carabinieri.
Guidati dal tenente Alessia Di Rocco, comandante del nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Reggio, i militari hanno iniziato le indagini all’interno dell’appartamento, mentre altre pattuglie davano la caccia sulle strade ai rapinatori in fuga. Per ora non sono stati rintracciati ma dovranno rispondere del reato di rapina aggravata.
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