Incendio doloso di due semirimorchi
Nuovo episodio nel Mantovano, a Suzzara. I due mezzi sono stati cosparsi di liquido infiammabile all’altezza delle gomme
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LUZZARA. Ancora roghi di mezzi stradali. Questa volta è successo nella Bassa mantovana ma gli episodi cominciano a infittirsi. Due semirimorchi parcheggiati ai lati di via Italo e Dante Pinfari, nella zona industriale di Suzzara, sono stati danneggiati dalle fiamme. Si tratta sicuramente di un rogo doloso.
I due semirimorchi appartengono a una ditta di autotrasporti, che ha sede legale in via Guido ed è gestita da imprenditori di origini indiane. L'ombra del racket?Una ritorsione? Un dispetto? Un’intimidazione? Sono queste le ipotesi su cui stanno indagando i carabinieri di Suzzara. Il fatto è avvenuto alle 4.30 di venerdì. Ignoti hanno cosparso di liquido infiammabile parte del cassone del semirimorchio, all’altezza degli pneumatici con la chiara intenzione di rendere inutilizzato il mezzo. L’altro semirimorchio pare sia stato appena sfiorato dal fuoco.
Immediata la chiamata al 112 che ha fatto intervenire anche una squadra dei vigili del fuoco. Un mezzo è stato danneggiato dalle fiamme, ma il rapido intervento dei pompieri che ha limitato i danni al secondo semirimorchio.
E se dietro questo rogo ci fosse un problema di concorrenza? Tra gli autisti, che preferiscono rimanere anonimi, c’è chi sostiene che «una delle cause più serie della situazione precaria che sta creando seri problemi al settore dell’autotrasporto è la cronica turbativa di mercato alimentata dalla concorrenza sleale, e che penalizza la remunerazione dei servizi di trasporto, costringendo numerose imprese a prestare servizi sottocosto, soprattutto nei trasporti internazionali e nei trasporti nazionali di linea. La posizione dominante della committenza e di chi fa attività d'intermediazione (agenzie, intermediari, spedizionieri, imprese di logistica), favorisce servizi al massimo ribasso da parte degli autotrasportatori, e spesso impone servizi non remunerati».
Mauro Pinotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
I due semirimorchi appartengono a una ditta di autotrasporti, che ha sede legale in via Guido ed è gestita da imprenditori di origini indiane. L'ombra del racket?Una ritorsione? Un dispetto? Un’intimidazione? Sono queste le ipotesi su cui stanno indagando i carabinieri di Suzzara. Il fatto è avvenuto alle 4.30 di venerdì. Ignoti hanno cosparso di liquido infiammabile parte del cassone del semirimorchio, all’altezza degli pneumatici con la chiara intenzione di rendere inutilizzato il mezzo. L’altro semirimorchio pare sia stato appena sfiorato dal fuoco.
Immediata la chiamata al 112 che ha fatto intervenire anche una squadra dei vigili del fuoco. Un mezzo è stato danneggiato dalle fiamme, ma il rapido intervento dei pompieri che ha limitato i danni al secondo semirimorchio.
E se dietro questo rogo ci fosse un problema di concorrenza? Tra gli autisti, che preferiscono rimanere anonimi, c’è chi sostiene che «una delle cause più serie della situazione precaria che sta creando seri problemi al settore dell’autotrasporto è la cronica turbativa di mercato alimentata dalla concorrenza sleale, e che penalizza la remunerazione dei servizi di trasporto, costringendo numerose imprese a prestare servizi sottocosto, soprattutto nei trasporti internazionali e nei trasporti nazionali di linea. La posizione dominante della committenza e di chi fa attività d'intermediazione (agenzie, intermediari, spedizionieri, imprese di logistica), favorisce servizi al massimo ribasso da parte degli autotrasportatori, e spesso impone servizi non remunerati».
Mauro Pinotti
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