COMMERCIO IN CENTRO STorICO
Lo stop a nuove gallerie approda in consiglio
REGGIO EMILIA. Era previsto che il consiglio comunale sancisse il mese scorso lo stop alle nuove gallerie commerciali approvato in ottobre dalla Conferenza di pianificazione. Il provvedimento, invece,...
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REGGIO EMILIA. Era previsto che il consiglio comunale sancisse il mese scorso lo stop alle nuove gallerie commerciali approvato in ottobre dalla Conferenza di pianificazione. Il provvedimento, invece, è arrivato solo venerdì alla commissione consiliare Territorio e ambiente, in attesa che la Sala del Tricolore lo ratifichi, non prima di gennaio. Si tratta di una variante al Piano strutturale commerciale finalizzata a bloccare la proliferazione delle aggregazioni di empori e negozi nella periferia e a rivalutare il centro storico come "unico centro commerciale naturale". Essa prevede di stralciare oltre 46mila metri quadrati di superficie di vendita all'esterno dell'esagono e di vietare la realizzazione di nuovi grandi insediamenti commerciali, dopo quelli contestatissimi che stanno sorgendo in via Luxemburg e nell'area dell'ex-casa di riposo di Ospizio. Inoltre i nuovi punti vendita saranno autorizzati solo a condizione che gli assi viari esistenti consentano di accedervi senza creare intralci alla circolazione, mentre le nuove medie e grandi strutture commerciali dovranno raddoppiare il loro contributo economico a favore dei negozi del centro. Secondo gli ambientalisti e gli esercenti la stalla viene chiusa quando i buoi sono già scappati, cioè quando ormai la grande distribuzione ha cementificato grandi superfici e sopraffatto la concorrenza del commercio tradizionale. La Giunta obietta che questo processo è stato meno invasivo che altrove: "Reggio Emilia - sottolinea Alex Pratissoli, assessore alla rigenerazione urbana - ha circa 200 metri quadri di superficie commerciale in meno ogni mille abitanti rispetto alla media regionale. Gli insediamenti commerciali occupano solo l'1,2% del territorio urbanizzato, un valore di gran lunga inferiore a quello dei capoluoghi posti sulla via Emilia. Ora la variante in riduzione cancella una capacità edificatoria corrispondente a più di diciotto ipermercati". In quanto al centro storico, la nuova variante viene proposta in continuità con quella adottata nel luglio 2016 allo scopo di favorirne la rigenerazione. Si vuole dare impulso a nuovi insediamenti e, soprattutto, alla trasformazione di quelli esistenti, consentendo di destinare alla funzione commerciale anche i piani superiori degli edifici. Vi sarà esclusa la monetizzazione dei parcheggi pubblici, con un risparmio di quasi tremila euro ad alloggio. La riqualificazione delle facciate sarà incentivata permettendo di trasformare senza oneri in superficie utile cento metri quadrati di sottotetto quando si rimette a nuovo una uguale superficie di facciata. Per favorire la residenzialità si introduce la possibilità di recuperare i terrazzi in falda e di insediare parcheggi privati. Saranno agevolati anche gli interventi di demolizione e ricostruzione per adeguamento sismico ed energetico. (l.s.)
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