Striscioni di protesta all’Istituto Millefiori
Novellara, i dipendenti dicono no all’azienda speciale La Cgil: «No alla privatizzazione del servizio agli anziani»
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NOVELLARA. «Per i lavoratori dell’istituzione Millefiori di Novellara l’orientamento del Comune di dare vita ad un’Azienda Speciale non è la direzione giusta da seguire». Lo sottolinea Maurizio Frigeri, segretario della Funzione Pubblica Cgil che aggiunge: «Gli amministratori del Comune nel portare avanti la scelta dell’Azienda speciale non si dimostrano rispettosi nei confronti dei lavoratori e del parere contrario al passaggio da pubblico a privato più volte espresso durante le assemblee sindacali – spiega –. Va detto inoltre che il cambiamento di status comporterà, oltre alla moltiplicazione di contratti di lavoro diversi tra loro, anche la progressiva trasformazione del rapporto di lavoro dei 37 dipendenti, da pubblici a privati con conseguente riduzione di diritti e salari».
Oltre a ciò non vanno sottovalutate le ricadute di natura giuridica. «Il pareggio di bilancio di una Azienda Speciale sarà inevitabilmente la priorità rispetto a qualsiasi altra considerazione sui bisogni degli anziani, dei cittadini e delle famiglie di Novellara e sulla qualità del servizio erogato, correndo anche il rischio di avviare, oggi, un percorso di completa privatizzazione del servizio agli anziani».
Per il sindacato mantenere pubblica l’offerta dei servizi per gli anziani nella Bassa Reggiana, preservarne la qualità, attraverso la valorizzazione del lavoro pubblico e stabile significa gettare le basi per il futuro in maniera progettuale per garantire equità di accesso per i cittadini e le famiglie. Una posizione che i lavoratori condividono. «Chiediamo alla politica di fare il suo mestiere a partire dalla Conferenza sociale e sanitaria territoriale – conclude il segretario della Funzione pubblica - visto che l’Asp nella Bassa esiste e di ricordare agli amministratori di Novellara e dell’Unione che il piano sociale e sanitario regionale individua nell’Asp il luogo preposto per la gestione dei servizio socio-assistenziali in ambito distrettuale».
A ottobre i lavoratori dell’istituzione Millefiori, che gestisce la casa di riposo e l’assistenza domiciliare agli anziani di Novellara, si erano giù riuniti in assemblea e avevano espresso la loro ferma contrarietà all’Azienda speciale. Anche allora erano state auspicate soluzioni alternative.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Oltre a ciò non vanno sottovalutate le ricadute di natura giuridica. «Il pareggio di bilancio di una Azienda Speciale sarà inevitabilmente la priorità rispetto a qualsiasi altra considerazione sui bisogni degli anziani, dei cittadini e delle famiglie di Novellara e sulla qualità del servizio erogato, correndo anche il rischio di avviare, oggi, un percorso di completa privatizzazione del servizio agli anziani».
Per il sindacato mantenere pubblica l’offerta dei servizi per gli anziani nella Bassa Reggiana, preservarne la qualità, attraverso la valorizzazione del lavoro pubblico e stabile significa gettare le basi per il futuro in maniera progettuale per garantire equità di accesso per i cittadini e le famiglie. Una posizione che i lavoratori condividono. «Chiediamo alla politica di fare il suo mestiere a partire dalla Conferenza sociale e sanitaria territoriale – conclude il segretario della Funzione pubblica - visto che l’Asp nella Bassa esiste e di ricordare agli amministratori di Novellara e dell’Unione che il piano sociale e sanitario regionale individua nell’Asp il luogo preposto per la gestione dei servizio socio-assistenziali in ambito distrettuale».
A ottobre i lavoratori dell’istituzione Millefiori, che gestisce la casa di riposo e l’assistenza domiciliare agli anziani di Novellara, si erano giù riuniti in assemblea e avevano espresso la loro ferma contrarietà all’Azienda speciale. Anche allora erano state auspicate soluzioni alternative.
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